Gli sfizietti di nonna Giuseppina ovvero cosa penso dei siti di ricette

Rischiare o non rischiare? Provocare o non provocare? Questo è il dilemma che mi accompagna da stamattina pensando se voglio davvero esprimere ciò che penso della maggior parte dei siti e dei blog che parlano di cucina.

E’ innegabile che in questo momento l’arte culinaria stia vivendo un momento di massima popolarità. Tra competizioni televisive, star dei fornelli, programmi e siti di ricette, food-blogger, guru della sana alimentazione e format accattivanti per vendere spazi pubblicitari (mi spiegate cosa dovrebbe fregarmene dei mini-cuochi spagnoli o australiani, quando già non mi interessano quelli italiani?), i mass media sono molto focalizzati su questo trend che evidentemente rende.

Mi fa piacere per gli appassionati. Per i miei gusti è un po’ troppo, ma basta non guardarli, o no?

Quando mi manca una ricetta sono la prima a cercarla su internet e trovo che l’immediata disponibilità della rete dimostri anche in questa circostanza la sua massima utilità, per il resto del carrozzone culinario non nutro invece alcun interesse.

Tuttavia non riesco a non pensare al contorno di condizionamento che questa moda porta con sé e che, specialmente per le donne, gioca sottilmente a farle rientrare in un ruolo di madre dispensatrice di cibi consolatori che mi urta un po’ il sistema nervoso.

Avete presente i nomi di questi siti? La maggior parte sono stucchevoli, incentrati su un qualche rapporto di parentela che ci riporti ai bei tempi passati in cui c’era qualche zia o simile con i capelli raccolti, le guance rubiconde e il sorriso sulle labbra, in piedi dalle 5 della mattina per preparare i manicaretti di cui avrebbe goduto la famiglia, gratificandola con complimenti e scarpette lustrapiatti.

Le ricettine di zia Pinuccia…
I piattini di nonna Irma…
Le coccole di mamma Carolina…

Ma per carità!

In più la maggior parte di questi siti fanno ampio utilizzo del copia-incolla da altri siti con abbondanza di pop-up e pubblicità. A volte non riesco neanche più a trovar la ricetta!

E vogliamo parlare del discorsetto introduttivo sull’ingrediente principale o le origini della ricetta in questione, spesso presi pari pari da Wikipedia? Ne posso fare a meno!! Dammi ‘sta ricetta! Eh eh, cuoche furbette, più scrivete più incastri di pubblicità potete fare, vero?

Ancora oggi c’è gente che dà più valore alla donna che sa cucinare, che ama cucinare, come se il cibo fosse l’unico veicolo di amore materno, familiare.

Chissà perché quando è l’uomo a saper cucinare è un figo, quando invece il più delle volte è solo un altro modo per dar spazio al proprio ego.

Mai sentito un uomo dire: io preparo pranzo e cena per i miei figli tutti i giorni e non ne posso più. Nooooo! Ti invitano dicendoti che ti preparano il risottino, il brasatino e tempo una settimana dopo avergliela data ve le scordate le cenette.

A meno che non siano entrati nel personaggio e allora preparatevi a cenette su cenette durante ed al termine delle quali dovrete decantare ogni piatto che avete mangiato.

Comunque…scusate, ho divagato prendendomela con gli aspiranti craccoidi, quando invece volevo richiamare la vostra attenzione, amiche mie, sul fatto che non è assolutamente necessario saper cucinare da masterchef per essere delle donne in gamba.

Per voi invece che “la cucina è il mio regno”, domandatevi quanto vi piace cucinare o quanto bisogno avete di lodi e gratificazioni. Se per voi è un processo creativo che vi dà soddisfazione a prescindere, ben venga, ma se siete entrate nel circolo vizioso del “mmmmm, che buono, devi darmi la ricetta, certo che tu in cucina sei una maga!” e senza ci rimanete male, fatevi due domande.

Per concludere voglio darvi dei consigli alimentari anch’io: non fatevi tirare in mezzo da ricette complicate. Per star bene e continuare ad apprezzare il gusto vero dei cibi, la semplicità è la strada migliore, almeno per l’alimentazione di tutti i giorni. Variate, comprate alimenti base, niente schifezze precotte, non dimenticatevi i legumi e sperimentate nuove combinazioni. Insomma createvi un’alimentazione che vi faccia star bene, che sia comoda e che non vi faccia spendere capitali.

E se qualche volta pasticciate, godetevela! L’importante è che non sia sempre così, perchè a rimetterci siete solo voi.

 

 

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Per noi o per gli altri? Il volontariato

In Italia il volontariato è una realtà forte e ben radicata. Qualcuno dice che questo è dovuto alla nostra natura altruista e solidale, qualcun’altro invece che è necessario per compensare le mancanze delle nostre istituzioni.

La visione più comune del volontariato è una dimensione legata all’età della pensione, cioè quando in teoria si dovrebbe avere più tempo libero e desiderio di attività sociali e compagnia. In realtà ben il 42% dei volontari ha un’età compresa tra i 30 ed i 54 anni.

Come sempre tuttavia, quando si tenta di valutare una situazione riducendola ad una serie di numeri e statistiche, sfugge completamente il significato più profondo che questa rappresenta nella vita di chi ne è coinvolto, sia nel fare che nel ricevere.

Spesso lo stimolo di fare volontariato nasce in un momento di difficoltà personale, nel tentativo di dare un senso ad una “fatica di vivere”, nella speranza di trovare significati e motivazioni che ci scuotano dal nostro torpore psicologico, spirituale e sociale.

E’ il momento giusto? Nel documentarmi per tentare di rispondere a questa domanda, ho trovato addirittura un articolo in cui si elencavano una serie di motivi per NON fare volontariato. Vivere un momento personale difficile era uno di questi. Paradossale è il fatto che in un elenco di motivi per farlo, si citava il vantaggio di cambiare prospettiva riguardo la propria situazione, grazie al confronto con il dolore, il disagio o la necessità altrui, ricevendo così un aiuto a superare momenti di crisi personale.

Io non sono in grado di valutare se questo sia giusto o sbagliato. Certamente cambiare la prospettiva sulla propria vita aiuta sempre.

Molto utile ed importante per la società sarebbe riuscire a trasmettere alle nuove generazioni il valore della gratuità, del mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze senza ricevere nulla di materiale in ritorno.

Il volontariato non è limitato alla sfera del bisogno in un ambito di disabilità dovuta a malattia, età o indigenza. Ogni comunità, grande o piccola che sia, è sempre alla ricerca di volontari per ogni genere di attività.

Sul fronte dell’analisi più approfondita riguardo le motivazioni che spingono le persone a dedicarsi al volontariato, ho trovato delle affermazioni che mi hanno lasciato un po’ perplessa.

Per esempio in uno studio relativo alla psicologia del volontariato ho letto:
“Per alcuni il volontariato è molto gratificante, perché dà significato nuovo alla vita, per altri serve ad alleviare un senso di isolamento; per altri ancora può contribuire alla pace interiore o alla soddisfazione di avere un certo protagonismo. Forse non è del tutto azzardato suggerire che spesso i volontari hanno più bisogno degli assistiti che non gli assistiti dei volontari” (A.Pangrazzi).

Nei risultati di un’altra ricerca ho letto che “secondo questo studio si potrebbe affermare che si mettono a disposizione tempo e risorse per guadagnarne in riconoscimento sociale, inoltre per fare volontariato non occorrono qualifiche specifiche e quindi è una forma di gratificazione facile e alla portata di tutti”.

Trovo in particolare fastidiosa, e peraltro neanche corrispondente a realtà, quest’ultima affermazione.

Chi decide di mettersi in gioco e di intraprendere questa strada, non viene istantaneamente messo al lavoro, con un adesivo a stellina sulla maglietta, semplicemente perché è buono.

L’aspirante volontario deve assistere a presentazioni, confermare le sue intenzioni, partecipare a corsi, essere selezionato, rispettare rigorosamente le regole che gli vengono date. Se è in grado di attenersi a tutto questo, allora può iniziare la sua opera.

Cosa ne riceve in cambio? Restate sintonizzati e lo scoprirete nei prossimi articoli.

Nelle prossime settimane intervisterò infatti alcuni volontari sulle loro esperienze e vi fornirò alcuni riferimenti per entrare, se lo vorrete, in questo mondo.

A presto!

Insomnia and creativity

It’s night. Around 11 PM I had the terrible idea to fall asleep on the sofa watching a movie. And now I’m awake. Wide awake.

My  brain is processing thousands of thoughts and ideas. I must say, some are quite brilliant.

I realize that the times when I have the best ideas or elaborate projects that fascinate me most are always, in order:

when I’m drowsy
while I wash the dishes
on the rare occasions of insomnia.

What  have these three situations in common? I think it depends on a state of cerebral detachment created in the first case by a sort of unconsciousness, in the second by a semi-meditation  state due to the gestures and the sound and the feel of the water and in the third by the typical sensation of lack of time  you can experience at night.

I once read that people suffering from insomnia, for no apparent reason, have too much energy they do not  use during the day. It may be correct,  but I think  it is not just physical. It can be unexpressed creativity, keeping you up, trying to find its way out.

But can the lack of creative expression really affect the life of a person? I believe it can. I believe it so strongly that it was no. 1 of my list in my previous article “Good advice”.

So create, create, create! Music, movement, painting, whatever you want!

Am I saying this too much? Maybe, but it’s for a good cause: your well-being.

Finally, the second episode of “Good Advice”:

get cold showers and you will be less prone to get sick; if it helps you can yell or swear while doing it (personal experience)
try to have friends of all ages; it helps maintain good vision of the world
respect nature and animals; man is not the master of the universe.
After these words of wisdom, I thank you for reading my article and I will try to catch some sleep…

Good advice

Welcome back everybody!

Surfing on Internet lately I have found various lists of things to do and not to do in order to enjoy life at its best in every situation and regardless of your age.

Some of these lists were inconsistent and ridicolous, others made me think.

Guess what I decided to do? Priding myself for my originality, I’m going to write my own list!

I believe I experienced some aspects of life long enough to value them and at the same time to have enough time for those things I haven’t done yet so that they do not become useless regrets.

I do not know if I will complete my list today, maybe it will take several articles…

Anyway do whatever you please with it and I will be glad if you feel inspired.

Let’s get started:

  • Make space for creativity in your life. You do not need to be a professional artist, but if you feel the urge to play an instrument, paint, act, write, sing, take pictures, decorate, sculpt, dance, embroider, be an acrobat or whatever crosses your mind, DO IT! Your body and your  mind will thank you for this.
  • Move. Our bones, muscles, joints, lungs suffer if we do not keep them fit and I’m not talking only of everyday movements. If training is not constant you will not be able to do some movements as time passes by. I guess you do not want to become like those aching crooked old ladies, right?
  • Sometimes you feel exhausted and hysterical, but try to treasure the time with your children as much as you can. Enjoy the limitless tenderness and sweetness of this time of your life. Seeing them grow is fantastic, but it all passes so quickly.
  • Take care of your teeth. Period.

Well that’s enough for today. Too long lists are boring. Comment, if you please, and if you have any good advice for us, let us know!

 

Insonnia e creatività

È notte fonda. Intorno alle 23 ho avuto la pessima idea di addormentarmi sul divano guardando un film. Ed ora sono sveglia. Totalmente sveglia.

Il cervello sta elaborando una marea di pensieri e di idee, alcuni dei quali decisamente brillanti, devo ammetterlo.

Mi accorgo  che i momenti in cui ho le migliori idee o elaboro i progetti che più mi appassionano sono sempre, in ordine:

  • nel dormiveglia
  • mentre lavo i piatti
  • nelle  rare occasioni d’insonnia

Cosa avranno mai in comune queste tre situazioni? Secondo me dipende da uno stato cerebrale di distacco creato nel primo caso da un non totale stato di coscienza, nel secondo da uno stato di semi-meditazione  (passatemi la definizione) dato dalla gestualità e dal rumore e la sensazione dell’acqua e nel terzo dal senso di mancanza temporale tipico delle ore notturne.

Una volta ho letto che chi soffre di insonnia, apparentemente senza motivo, ha troppa energia che non riesce a smaltire nel corso della giornata. Può essere corretto, ma non è solo una questione fisica. Può essere anche della creatività non espressa che cerca un modo per uscire allo scoperto.

Ma davvero la mancanza di espressione creativa può condizionare la vita di una persona? Io sono convinta di sì. Vedete nell’articolo precedente che uno dei primi “Buoni consigli” riguarda proprio questo.

Perciò create, create, create! Musica, movimento, pittura, quello che volete!

Sono ripetitiva? Può darsi, ma è per una buona causa: il vostro benessere.

Per concludere, 2a puntata dei “Buoni consigli”:

  • fatevi delle docce fredde e vi ammalerete meno; se vi aiuta potete urlare o tirare accidenti mentre lo fate (esperienza personale)
  • cercate di avere amicizie di ogni età; aiuta a mantenere una buona visione del mondo
  • rispettate la natura e gli animali; l’uomo non è il padrone dell’universo.

E dopo queste perle di saggezza, vi ringrazio per aver letto il mio articolo e cerco di dormire un po’…

 

 

 

I buoni consigli

Ben ritrovate a tutte!

Navigando in rete ultimamente mi sono imbattuta in diverse liste di cose da fare e non fare per godersi al meglio la vita sotto ogni aspetto e ad ogni età.

Su alcune ho la stessa opinione del Rag. Fantozzi riguardo il film “La corazzata Potiomkin”, altre mi hanno fatto riflettere.

Indovinate cosa ho deciso di fare? Distinguendomi in questa occasione per la mia originalità, farò una lista anch’io!

Credo infatti di avere vissuto determinate esperienze abbastanza a lungo per poterle valutare ed al tempo stesso di avere ancora tempo sufficiente per ciò che ancora non ho fatto, senza crearmi degli inutili rimpianti.

Non è detto che io riesca a concentrare tutta la mia lista nel post di oggi, magari sarà a puntate…

In ogni caso fatene l’uso che volete e se in qualche modo alcuni punti vi saranno d’ispirazione, ne sarò felice.

Iniziamo:

  • Date spazio alla creatività nella vostra vita. Non è necessario essere degli artisti professionisti, ma se sentite l’impulso di suonare, dipingere, recitare, scrivere, cantare, fotografare, decorare, scolpire, decorare, ballare, ricamare, fare i saltimbanchi e qualsiasi altra cosa, FATELO! Il vostro corpo ed il vostro cervello, man mano che passa il tempo, ve ne saranno sempre più grati.
  • Muovetevi. Le nostre ossa, i nostri muscoli, le nostre articolazioni, i nostri polmoni soffrono se non li teniamo allenati anche per prestazioni al di là dei movimenti che facciamo tutti i giorni. Se l’allenamento non è costante certe attività non le recuperate più! Mica vorrete essere delle nonnette tutte acciaccate, no?
  • A volte ci si sente completamente esauste e isteriche, ma cercate di godervi i figli piccoli più che potete. Godete della tenerezza e della dolcezza senza freni di questo periodo della vita. Vederli crescere è fantastico, ma passa tutto veramente alla velocità della luce.
  • Abbiate cura dei vostri denti. Qui non aggiungo altro.

Bene, per oggi mi fermerò qui. Le liste troppo lunghe sono noiose. Commentate, se vi fa piacere, e se avete qualche consiglio condividetelo!

Alla prossima!