PERSONAGGI DA SALA PROVE – Intervista a Joe dei Tyrant

È con grandissimo piacere che oggi vi propongo l’intervista con i TYRANT, una storica band milanese che dal 1984 infiamma i locali dove si esibisce. La formazione attuale (Sam-voce e armonica, Joe-chitarra, Steve-chitarra e voce, Fico-basso, Sandro-batteria) suona insieme dal 2000 con Steve che si è aggiunto nel 2007.

Il loro album di potentissimo southern metal “Blues, Booze & Nothin’ to Lose” è imperdibile.

Quante volte avranno provato i loro pezzi? Centinaia, migliaia? In 30 anni hanno accumulato ore e ore di prove, discussioni, tentativi, soddisfazioni. Dopo tutto questo tempo che effetto farà a questi musicisti di così lunga esperienza ritrovarsi in sala prove?

Chiediamolo a loro!

Per saperne di più ho incontrato Joe.

“Ciao, sono felicissima di poterti incontrare per questa intervista e ti ringrazio per la disponibilità. Iniziamo con la storia della vostra band. Quando, come e da chi è nata l’idea?”

I Tyrant nascono nel lontano 1984 per opera mia. Desideravo mettere a frutto la passione e la capacita’ dello strumento (chitarra) nel genere allora emergente, cioe’ l’heavy metal.

Trovato in Fico (basso) il partner base cercammo gli elementi per completarne la line up. Ci furono molti personaggi più o meno illustri del panorama underground che passarono nei Tyrant.

Cito qualche esempio: mio fratello Ivano (voce con i trentini Vantage, Hide Raw e Dinasty), Jena Roberto Sambusida (batterista con i Deathrage), Andrea Viti (batterista con noi e bassista con gli Afterhours).

L’unico rimasto nel tempo è stato Fico, io e lui insieme siamo come Paul Stanley e Gene Simmons!

Il nome Tyrant venne a me ascoltando all’epoca una compilation dei Judas Priest.

“La vostra musica è cambiata nel tempo o siete rimasti fedeli alle origini?”

Allora i Tyrant primordiali erano molto influenzati dal volgere delle novità degli anni ottanta, eravamo un miscuglio di Iron Maiden e Venom tendenti al thrash fino allo scioglimento alle soglie degli anni 90.

Poi alla reunion nell’anno 2000 la band sposò il connubio southern rock e classic metal che portiamo avanti tuttora, cioè lo abbiamo ridefinito ‘southern metal’, diciamo che la nostra musica è cambiata ma al contempo stesso è rimasta fedele…bello no?

“Chi scrive i pezzi?”

Tutti insieme appassionatamente! Ovvero di solito uno di noi porta un accenno di riff e poi ognuno lavora sulla sua parte.

La parte del leone però è comunque quella di Fico perché è l’arrangiatore ufficiale della band, passa tutto attraverso lui!

“Ora arriviamo all’argomento da cui è nato il mio articolo -La sala prove: luogo dove si avverano i sogni- Che interpretazione dai a questo titolo? Sei d’accordo?”

La sala prove, luogo dove si creano i sogni e dove si alimentano! Ecco, secondo me è questa la giusta definizione, si realizzano invece nell’esternare la propria creatività con cd e concerti live.

A proposito “death to tribute and cover band”, viva la fantasia e la creatività al potere!

“Vi ricordate ancora le vostre prime prove di questa formazione? Provare per voi è un divertimento?”

Mi ricordo sia le prime prove alle origini sia quelle della reunion. Allora la band iniziò a suonare in sala prove nel lontano 1984 sotto alla metro di Gambara a Milano, era un’unica sala prove di un gestore di un negozio di dischi.

La sala prove era 3 metri per 4, ma messa bene! Mi ricordo che facevamo un sacco di casino, una volta siamo stati dentro la sala in 20 persone (ospiti e musicisti) e dal vetro che guardava dentro la sala comparve il volto rosso di ira del titolare che era incazzato! Fu un miracolo che non ci cacciò dalla sala!

Successivamente provammo in numerose altre sale comunque, dal Free Sound di via Washington al Fox Studio di via Marco d’Agrate al Mantas Studio di via Savona. Incidemmo il primo demo al Gabriel Studio in zona piazza Dergano sempre e comunque a Milano.

Tra le più incredibili sale prova che abbiamo avuto modo di calcare ci furono negli anni ottanta queste due che reputo indimenticabili: il New Diam che era di fronte al parco di Trenno e una sala prove in via Caterina da Forlì, dove dovevi aprire le porte della sala a scarpate, non funzionava un cazzo e accedevi attraverso una lavanderia mentre le sciure stiravano tra caldi vapori e odore di trielina!!!!!

Oggi proviamo di solito al Moonhouse di via Pizzi, un’ottima sala prove.

Suonare in sala prove è divertimento ma non solo… è anche impegno a migliorare le prestazioni di una band e plasmare le proprie canzoni.

“Secondo voi una sala prove vale l’altra?”

Ti ho già risposto un po’ sopra, in effetti c’è differenza tra una sala e l’altra, la differenza si vede dal momento in cui capisci l’amore che il titolare mette nel curare la qualità e l’efficienza dello studio. Puoi suonare in una sala vicino a casa, ma se ti trovi meglio in una più lontana fai lo sforzo di frequentarla.

“Quante ore provate in media?”

Di solito in base agli impegni lavorativi e/o familiari sono 2 ore per 4 volte al mese, ma se ben fatte a noi bastano.

“Quanto litigate in media?”

Di solito l’esclusiva dell’incazzatura ce l’ha Fico che a turno ci investe di bestemmie quando manca la giusta concentrazione, ma di solito ci sentiamo felici di stare insieme visto che ci sono pochi momenti per vederci.

“Questa attività di musicisti quanto vi identifica nella vostra vita di tutti i giorni? Qual è la vostra identità? Siete persone, ognuno con il proprio lavoro, che per passione suonano insieme o musicisti che per vivere fanno anche un lavoro?”

Buona la prima: siamo persone ognuno con il proprio lavoro che musicano per passione… i tempi dei sogni che citi all’inizio dell’intervista ormai sono passati, ci sentiamo comunque po’ rockstar dell’underground milanese, via!

“Recentemente, settembre 2015, siete stati protagonisti della manifestazione Rock in park, a cui hanno partecipato molti artisti tra cui Glenn Hughes. Ogni gruppo aveva la sua data, ma sono curiosa di sapere com’è in queste occasioni l’interazione tra gli artisti.”

L’interazione tra musicisti in formato live… per quelli con cui noi dividiamo la serata di solito facciamo vigere il nostro motto che è tratto da una canzone di Ted Nugent e cioe ‘Good friends and a bottle of wine’.

Massima disponibilità’ e simpatia per condividere insieme il momento live, pensa che noi di solito facciamo sempre una foto ricordo con le bands con cui suoniamo nella data!

“Praticamente ogni gruppo rock ha scritto una canzone riguardo la nostalgia della famiglia e di casa per dedicarsi alle prove e ai concerti. Vivete anche voi questa situazione con i vostri familiari?”

No! Perché’ a casa siamo quasi sempre, semmai ci sarebbe da scrivere una canzone sull’assenza dalla sala prove o sulle poche date che facciamo!!!eh! eh! eh!

“Prossimi progetti?”

Suonare, suonare e ancora suonare!……un caloroso saluto a te e alle lettrici e i lettori del tuo blog! Ciao! Stay southern metal!

Un clic sui seguenti link e avrete accesso al mondo dei Tyrant e potrete acquistare il loro cd.

www.tyrantband.com

Facebook TYRANTBANDMILANO

 

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