Credo

Stupendo… leggetelo!

Semplice-mente-Semplice

mani-tese

”Dai poco se doni la tua ricchezza.
ma se doni te stesso, tu doni veramente”

Oggi ho aggiunto quattro link nel mio blog che rimandano ad iniziative in cui credo, che sponsorizzo ed a cui partecipo.

Credo anche che in questo nostro mondo, così proiettato verso un avvenire incerto, ognuno di noi abbia la possibilità di cambiare qualcosa. Non servono grandi imprese, non servono molti soldi, normalmente l’equivalente d un caffè al giorno per molti può davvero significare una vita diversa, una vita dignitosa, una speranza. Serve solo alzare lo sguardo, distoglierlo dallo smartphone per un attimo per accorgersi che esiste un mondo, dei fiori, l’azzurro del cielo e tanti, tanti esseri umani che muoiono ogni giorno di fame e di malattie che da noi sono debellate da tempo.

Questo che sto scrivendo non è qualcosa per puntare il dito su di Voi che non fate niente per nessuno, che…

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BACK TO MYSELF AND SHOWING GUILT OUT

Here I am, back to myself!

It’s been a while since the last time. I visited some friends in the musical world and now it’s time to go on with our journey.

Let’s get straight to today’s topic: guilt.

We all have to deal with it sooner or later. Where does it come from? Education, submission, feeling faulty, doing wrong things, not being able to say sorry, not taking responsibility for our actions.

How many ways of manifesting guilt are there? What is the difference between an imposed guilt and one that arises from our mistakes? When is it useful and when not? When is it fake and hides the trap to put the other person in the position of comforting the “guilty” one?

Let’s have a look at all these different situations!

Imposed guilt as a preventive measure

This is the mother of all guilts. You feel guilty even though you haven’t done anything wrong yet, but you know that if you do, someone will suffer immensely. And guess who it is? Your mummy, of course!!!

“Please don’t be late, it makes me so anxious!”

“Last night you didn’t eat anything, I turned and tossed all night thinking about it… are you all right?”

“You won’t abandon your mummy when you grow up, will you?”

“Now comes the summer, I hope that someone will come to see me, so I have a bit of company, too.”

Does this sound familiar? If adolescence did not help you to rebel properly, remember that it is never too late and that the person who manipulates must be re-educated with many NO’s.

The sense of guilt when we do wrong

Ok, we made a mistake, a little one, a big one, with consequences just for us or for others too. Depending on the character of the person, the risk is that we see this mistake bigger than it really is and that we feel paralyzed. There is nothing wrong with feeling guilty, but if the anxiety does not go away and we see no way out, it is better to seek help immediately.
Too often there is no proportion between the burden we feel and the mistake we made. Guilt gets tangled with other troubles hidden in our subconscious mind and this confuses us even more.

The useful guilt

It is normally about practical things, oversights, distractions. If it happens on several occasions, use guilt to stop at the very moment in which it occurs and find a solution. If you don’t, it will happen again and it will be no use to weep about it.

The needless guilt

In my opinion this is the most devastating and the one you need to rationalize as quick as possible. It happens when we cannot stop thinking about a word we spoke or did not speak to someone who is no longer part of our lives. Bear this in mind, we do not have this omnipotence. Even in the most tragic cases, it is no-one’s fault. If during an argument you insult a person and she/he has an accident, it’s not your fault; if she/he disappears from your life and you don’t see her/him anymore, it is not your fault; if she/he takes revenge, it is not your fault.

The sense of guilt trick

This is used by skilled manipulators in order to obtain the forgiveness of the wronged person and thus get rid of any feelings of guilt.

Let’s take the boyfriend who is late to the appointment and does not warn you. He leaves you waiting and when he arrives he overwhelms you with all his sorrow: “I’m sorry baby, you have no idea what a day I had … I was ready at the right time, you know, but then I met my boss… and I was there thinking of you here waiting all alone… I felt terrible, but I could not tell him to get lost, you know? I felt really guilty and when I got in the car I did not want to waste a second on the phone and I arrived as soon as possible.” How many times will the answer be:” Yes… I understand love. Don’t worry…”?

Or the couple of friends with their son who are all ready and willing to take your child with them: “Come on, we will take your child with us to the park, so they play a little together!” And then they lose him and when they tell you what happened, they describe how scared they were, that once also their child got lost and how troubled they were that they even could not sleep the following night… How many times will the answer be: “All right, come on, all is well that ends well …”? (subtitled “You forget it I’ll ever let my son come with you again!”).

Conclusion

Guilt is terrible and should not affect our life. Here I have addressed this issue in a light way, to play it down, but not to ridicule a feeling that can even make us sick.

If this list has made you smile and you have found helpful suggestions, I’m happy, but if you realize that you are paying too high a price for any mistakes you may have made, do not delay, ask for help.

Until next time!

 

ECCOMI DI RITORNO E PRONTA A CACCIARE IL SENSO DI COLPA

Eccomi qua, sono tornata!

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta. Ho fatto visita ad un po’ di amici del mondo musicale (se ancora non ne avete avuto l’occasione, andate a leggervi qualche intervista nella sezione Musica) e ora sono pronta per procedere nel nostro viaggio.

Partiamo subito con l’argomento di oggi: il senso di colpa.

Prima o poi lo proviamo tutte. Da dove arriva? Educazione, sottomissione, sentirsi imperfette, fare errori, non essere capaci di chiedere scusa, non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Cosa distingue i vari modi in cui viene manifestato il senso di colpa? Che differenza c’è tra un senso di colpa imposto ed uno che nasce da un nostro errore? Quando è utile e quando non lo è? Quando è finto e nasconde il trabocchetto di mettere l’altro nella condizione di consolarti?

Vediamo i casi uno per uno.

Il senso di colpa imposto a scopo preventivo

La madre di tutte le colpe, quella che ancora non hai commesso, ma sappi che se lo farai, qualcuno ne soffrirà immensamente. E quasi sempre indovinate chi è? Ma la mamma, naturalmente!!!
“Mi raccomando, non fare tardi, se no mi preoccupo”
“Ieri sera non hai mangiato niente, non ci ho dormito tutta la notte, starai mica male?”
“Vero che quando sarai grande tu non lascerai la tua mamma da sola?”
“Ora arriva l’estate, spero che qualcuno venga a trovarmi, così ho un po’ di compagnia anch’io”.

Vi suonano familiari queste frasi? Se l’adolescenza non vi ha aiutato a ribellarvi adeguatamente, ricordatevi che non è mai troppo tardi e che la persona che manipola va rieducata a suon di NO.

Il senso di colpa quando sbagliamo

Ok, abbiamo sbagliato, poco, tanto, con conseguenze solo per noi o anche per altri. A seconda del carattere della persona, il rischio è che tutto si ingigantisca e ci paralizzi. Non c’è niente di male a sentirci in colpa, ma se non passa e ci sentiamo senza via d’uscita, meglio non indugiare a cercare aiuto. Troppo spesso il peso è sproporzionato all’accaduto e il senso di colpa si aggroviglia con altri problemini nascosti nel nostro subconscio per farci lo sgambetto.

Il senso di colpa utile

Normalmente riguarda cose pratiche, dimenticanze, distrazioni. Se vi capita in diverse occasioni, utilizzate il senso di colpa per fermarvi nel momento stesso in cui si presenta e trovare una soluzione. Se non lo fate, ricapiterà e non servirà a nulla piangervi addosso.

Il senso di colpa inutile

Secondo me è quello più devastante e quello da razionalizzare il più velocemente possibile. E’ quello che ci fa star male per una parola detta o non detta ad una persona che non fa più parte della nostra vita. Ricordatevelo, non abbiamo questa onnipotenza. Anche nei casi più tragici, la colpa non è di nessuno. Se litigando insultate una persona e poi questa ha un incidente, non è colpa vostra; se sparisce e non la rivedete più non è colpa vostra; se si vendica non è colpa vostra.

Il senso di colpa trabocchetto

Utilizzato da abili manipolatrici/manipolatori in modo da ottenere il perdono della persona che ha subito il torto e liberarsi così da ogni senso di colpa.

Il fidanzato che fa tardi all’appuntamento, non ti avvisa, ti lascia a fare le ragnatele e quando arriva ti travolge con tutto il suo dispiacere: “Amore scusami, non hai idea che giornata ho avuto… Ero pronto all’ora giusta, sai, ma poi ho incrociato il mio capo, mi ha attaccato un bottone… ed ero lì che ti pensavo qui da sola ad aspettare… stavo malissimo, ma non potevo mandarlo al suo paese, capisci? Mi sono sentito veramente in colpa e quando sono salito in macchina non ho voluto perdere neanche un secondo al telefono e sono arrivato il prima possibile.”  Quante volte la risposta sarà: “Ma sì amore capisco…”.

La coppia di amici con figlio che ti dice “Dai lasciaci il tuo bambino, li portiamo al parco, così giocano un po’ insieme!” e poi te lo perdono e quando te la raccontano, ti dicono quanto si sono spaventati, che una volta anche il loro bambino era sparito e per l’agitazione la notte dopo non erano neanche riusciti a dormire… Quante volte la risposta sarà: “Va beh, dai, tutto è bene quel che finisce bene…” (sottotitolo “Te lo scordi che ti affido mio figlio un’altra volta per far giocare il tuo”).

Conclusione

Il senso di colpa è terribile e non deve condizionarci la vita. Qui ho affrontato l’argomento in modo un po’ leggero, per sdrammatizzare, non certo per ridicolizzare un sentimento che può far anche ammalare.

Se questo elenco vi ha fatto sorridere e avete trovato i suggerimenti utili, ne sono felice, ma se doveste rendervi conto che state pagando un prezzo troppo alto per qualsiasi errore possiate aver compiuto, non rimandate, chiedete aiuto.

Alla prossima!

 

Il Volo

Pensieri che valeva pena condividere!

Semplice-mente-Semplice

Ci sono monenti in cui è più facile trovarsi di fronte a strani pensieri.
Cosa lascerei a chi amo se la mia vita finisse adesso?
Qualcosa, ma è un qualcosa ciò che vorrei lasciare ?
In questi momenti ti rendi conto di come stai usando la tua vita, di quanto tempo ed energie dedichi a cose futili, a persone inutili.
Ti rendi conto che ciò che realmente ti appaga è ciò che ami, sono le persone che ami e che ti amano.
La vita non è cercare divertimento, comprensione e complicità.
La vita è divertirsi comprendendo, la vita è un istante.
A questo punto direte Voi, belle parole ma semplicemente che ci fai con questi pensieri?
Li scrivo per non dimenticare. Li rileggo perché se avrò un altro domani, proverò ad usarlo sempre meglio di come faccio con il mio oggi.
Tutti possiamo, tutti ne abbiamo le capacità basta vivere…

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PERSONAGGI DA SALA PROVE – Intervista a Sabarax delle Rougenoire

Questa volta non farò tanti giri di parole, ma vi dirò semplicemente una data ed un luogo:

10 marzo 2016

Magazzini Generali di Milano

Non è da tutti partire con un sogno e arrivare così, specialmente quando parliamo di 5 donne che, unite dalla folle passione per il rock, decidono di dar vita ad una band 100% girls.

Potevo concludere questa galleria di “personaggi da sala prove” senza una testimonianza femminile? Sarebbe stato un controsenso, anche se l’obiettivo di tutta questa carrellata è stato di mostrarvi come la passione per qualcosa che amate non deve conoscere ostacoli, perché contribuisce massicciamente al piacere di godersi la vita.

Leggete questa bella intervista con Sabarax, una delle chitarre delle Rougenoire e se ancora oggi, dopo 8 mesi di articoli del mio blog, siete titubanti nel tirare fuori la grinta che sicuramente avete per dare spazio alle vostre passioni, sono sicura che le sue parole faranno scattare la molla!

band

“Ciao! Ti ringrazio molto per la tua disponibilità e per essere qui oggi con me. Vorrei iniziare chiedendoti come vi siete incontrate e come sono nate le Rougenoire.”

Ciao e grazie per averci dato questo spazio sul tuo blog.
Le Rougenoire nascono nel 2005. Cinque ragazze di due band differenti, con background musicali diversi accomunate dal desiderio di “fare” musica.

Ci siamo sedute a tavolino e abbiamo deciso di intraprendere questa fantastica avventura, che poi si è trasformata in un progetto serio e molto importante per tutte noi.

Col tempo la formazione si è modificata, ma ora sono tre anni che“viaggiamo in sei” su questo treno.

“Avevate precedenti esperienze in altre band?”

Sì, tutte veniamo da esperienze in band differenti e questo è un bene..sottolinea l’amore per la musica e il desiderio di andare avanti sempre.

“Quante volte vi trovate per provare?”

Beh, per noi la sala prove è davvero importante e ci troviamo una volta alla settimana, a volte anche due.

“Andate sempre d’accordo o litigate qualche volta e per quali motivi nel caso?”

Devo essere sincera? Non litighiamo, ci scambiamo opinioni su decisioni da prendere, ma riusciamo a trovare sempre delle soluzioni e in breve tempo.
I motivi possono essere diversi: se fare una data o no, quanti cd da stampare, dove andare a festeggiare il Natale (scherzo ovviamente).

Ci supportiamo nei momenti difficili, ecco.

“Come nascono i vostri pezzi?”

I nostri pezzi nascono da ispirazioni: a partire da una melodia di Francesca (Black Mamba), un riff di chitarra mio o di Sara (Foxy Lady)o Cristina (Crilbill), un giro di basso di Virginia (Vice). Poi da questo si passa all’arrangiamento di tutto il pezzo, dalla struttura del brano, alle finezze ritmiche e solistiche.

“Cosa ne pensi del titolo del primo articolo di questa serie -La sala prove: luogo dove si avverano i sogni-? Sei d’accordo?”

A mio parere i sogni non si avverano in sala prove, ma ci nascono.

La sala prove, che per noi Rougenoire è fondamentale, ci aiuta a realizzare questi sogni. Fatica, costanza e perseveranza e prima o poi i sogni si trasformano in realtà.

“Avete qualche ricordo legato ad una particolare sala prove?”

Avrei aneddoti per ogni sala prove che abbiamo provato. Da un po’ di anni abbiamo la “nostra” sala prove, che condividiamo con un altro gruppo (anche con loro non abbiamo mai avuto discussioni) e a questa sono legati i nostri ricordi migliori credo.

Provare con la nostra strumentazione, con i nostri amplificatori, microfoni, batteria..non potevamo chiedere di meglio.

“Come vi ha cambiato nel vostro quotidiano avere questa vita parallela da musiciste?”

Eh, che dire. Abbiamo tutte un lavoro (purtroppo con la musica non ci campiamo ancora), un compagno/marito, dei figli, dei gatti e dei cani.

Siamo costrette a relegare la musica, la nostra passione, solo alla sera e durante i concerti dei fine settimana, ma niente ci ha mai impedito di andare avanti.

Siamo cresciute, maturate e diventate più forti. Conciliare le due “vite parallele”, tra alti e bassi, non è stato e non è tutt’ora un problema

“Avete avuto difficoltà o percepito un clima di discriminazione per il fatto di essere donne?”

Forse all’inizio sì, non è stato facile farsi strada tra tutte queste band di “maschietti”, ma abbiamo avuto anche tanti sostenitori che ci hanno dato la possibilità di far conoscere il nostro nome in giro, di creare il nostro gruppo di fans.

Oggi la “sfida” è più tra band femminili, speriamo sempre nella correttezza e nel sostegno tra donne, ma sappiamo che non è sempre così.

“Ultimamente ho letto che ha suscitato un certo scalpore una ragazzina che si è presentata ad un talent show, lasciando tutti di stucco per aver cantato un pezzo metal in growl. Cosa ne pensi di questi programmi?”

Li ho seguiti all’inizio e a volte ho anche pensato di iscrivere la band, sarebbe stato divertente e poi..non si sa mai. E’ un mondo affascinante, ma a volte i veri talenti non possono permettersi di partecipare a questi show televisivi e rimangono nascosti in qualche piccolo locale di periferia.

Poi i gusti musicali cambiano velocemente al giorno d’oggi. Quello che va bene ora non piacerà più tra due anni.

“Programmi per il futuro?”

Il secondo album in cantiere e tanti concerti tra la primavera e l’estate..le sorprese di sicuro non mancheranno!

“Ti ringrazio tantissimo e ci vediamo il 15 aprile al pub The One di Cassano d’Adda!”

Per essere sempre aggiornati sulle novità e le date dei concerti delle Rougenoire, visitate

www.facebook.com/rougenoire/?fref=ts

www.youtube.com/user/rougenoirebabies

Anastase Tabaro – La Buona Notizia è… Elettrizzante — Prosit!

Questa mattina mi sono alzata e (non lo faccio mai ma volendo scrivere questo articolo sono andata a colpo sicuro) apro, in un sito qualsiasi, la pagina delle notizie. Il “buongiorno” che ho ricevuto è stato questo, in ordine di apparenza: ATTUALITA’ (“attualità” l’hanno chiamata…, vabbè) – Arrestata infermiera killer ha ucciso 13 pazienti (e […]

via Anastase Tabaro – La Buona Notizia è… Elettrizzante — Prosit!