ECCOMI DI RITORNO E PRONTA A CACCIARE IL SENSO DI COLPA

Eccomi qua, sono tornata!

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta. Ho fatto visita ad un po’ di amici del mondo musicale (se ancora non ne avete avuto l’occasione, andate a leggervi qualche intervista nella sezione Musica) e ora sono pronta per procedere nel nostro viaggio.

Partiamo subito con l’argomento di oggi: il senso di colpa.

Prima o poi lo proviamo tutte. Da dove arriva? Educazione, sottomissione, sentirsi imperfette, fare errori, non essere capaci di chiedere scusa, non assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Cosa distingue i vari modi in cui viene manifestato il senso di colpa? Che differenza c’è tra un senso di colpa imposto ed uno che nasce da un nostro errore? Quando è utile e quando non lo è? Quando è finto e nasconde il trabocchetto di mettere l’altro nella condizione di consolarti?

Vediamo i casi uno per uno.

Il senso di colpa imposto a scopo preventivo

La madre di tutte le colpe, quella che ancora non hai commesso, ma sappi che se lo farai, qualcuno ne soffrirà immensamente. E quasi sempre indovinate chi è? Ma la mamma, naturalmente!!!
“Mi raccomando, non fare tardi, se no mi preoccupo”
“Ieri sera non hai mangiato niente, non ci ho dormito tutta la notte, starai mica male?”
“Vero che quando sarai grande tu non lascerai la tua mamma da sola?”
“Ora arriva l’estate, spero che qualcuno venga a trovarmi, così ho un po’ di compagnia anch’io”.

Vi suonano familiari queste frasi? Se l’adolescenza non vi ha aiutato a ribellarvi adeguatamente, ricordatevi che non è mai troppo tardi e che la persona che manipola va rieducata a suon di NO.

Il senso di colpa quando sbagliamo

Ok, abbiamo sbagliato, poco, tanto, con conseguenze solo per noi o anche per altri. A seconda del carattere della persona, il rischio è che tutto si ingigantisca e ci paralizzi. Non c’è niente di male a sentirci in colpa, ma se non passa e ci sentiamo senza via d’uscita, meglio non indugiare a cercare aiuto. Troppo spesso il peso è sproporzionato all’accaduto e il senso di colpa si aggroviglia con altri problemini nascosti nel nostro subconscio per farci lo sgambetto.

Il senso di colpa utile

Normalmente riguarda cose pratiche, dimenticanze, distrazioni. Se vi capita in diverse occasioni, utilizzate il senso di colpa per fermarvi nel momento stesso in cui si presenta e trovare una soluzione. Se non lo fate, ricapiterà e non servirà a nulla piangervi addosso.

Il senso di colpa inutile

Secondo me è quello più devastante e quello da razionalizzare il più velocemente possibile. E’ quello che ci fa star male per una parola detta o non detta ad una persona che non fa più parte della nostra vita. Ricordatevelo, non abbiamo questa onnipotenza. Anche nei casi più tragici, la colpa non è di nessuno. Se litigando insultate una persona e poi questa ha un incidente, non è colpa vostra; se sparisce e non la rivedete più non è colpa vostra; se si vendica non è colpa vostra.

Il senso di colpa trabocchetto

Utilizzato da abili manipolatrici/manipolatori in modo da ottenere il perdono della persona che ha subito il torto e liberarsi così da ogni senso di colpa.

Il fidanzato che fa tardi all’appuntamento, non ti avvisa, ti lascia a fare le ragnatele e quando arriva ti travolge con tutto il suo dispiacere: “Amore scusami, non hai idea che giornata ho avuto… Ero pronto all’ora giusta, sai, ma poi ho incrociato il mio capo, mi ha attaccato un bottone… ed ero lì che ti pensavo qui da sola ad aspettare… stavo malissimo, ma non potevo mandarlo al suo paese, capisci? Mi sono sentito veramente in colpa e quando sono salito in macchina non ho voluto perdere neanche un secondo al telefono e sono arrivato il prima possibile.”  Quante volte la risposta sarà: “Ma sì amore capisco…”.

La coppia di amici con figlio che ti dice “Dai lasciaci il tuo bambino, li portiamo al parco, così giocano un po’ insieme!” e poi te lo perdono e quando te la raccontano, ti dicono quanto si sono spaventati, che una volta anche il loro bambino era sparito e per l’agitazione la notte dopo non erano neanche riusciti a dormire… Quante volte la risposta sarà: “Va beh, dai, tutto è bene quel che finisce bene…” (sottotitolo “Te lo scordi che ti affido mio figlio un’altra volta per far giocare il tuo”).

Conclusione

Il senso di colpa è terribile e non deve condizionarci la vita. Qui ho affrontato l’argomento in modo un po’ leggero, per sdrammatizzare, non certo per ridicolizzare un sentimento che può far anche ammalare.

Se questo elenco vi ha fatto sorridere e avete trovato i suggerimenti utili, ne sono felice, ma se doveste rendervi conto che state pagando un prezzo troppo alto per qualsiasi errore possiate aver compiuto, non rimandate, chiedete aiuto.

Alla prossima!

 

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3 pensieri su “ECCOMI DI RITORNO E PRONTA A CACCIARE IL SENSO DI COLPA

  1. Ah! Ah! Ah! 🙂 Molto, molto bello questo post e soprattutto vero. Scritto in modo ben comprensibile, mi è davvero piaciuto. Hai proprio ragione, il senso di colpa è tremendo e si insinua ed è notevolmente deleterio. Via! Bisogna mandarlo via. Sorrido perchè mi è piaciuto il carattere che hai usato in questo articolo ma ovviamente non è per sottovalutare l’argomento che anzi, son felice di leggere ultimamente più volte. Un tempo non se ne sentiva mai parlare e intanto la nostra povera persona si rovinava… Buona giornata!

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