In Praise of Pokemon GO

Another point of view I had not considered…/Un altro punto di vista che non avevo considerato… (traduzione segue)

Fit Is a Feminist Issue

When Pokemon GO first launched in Canada in yesterday, servers crashed. Just as predictably within hours my social media newsfeeds were full of people complaining about it all. From the “turn in your man card” memes to the “keep out of my yard” signs. Ugh. People!

People are playing computer games outside. They’ve left the stereotypical basement. A friend’s kid wanted to go to an art museum because he heard there it was a pokegym. (What’s a Pokemon Go gym and how do they work? See here.) Another friend talked about leaving her house and walking 25 km at a time when she was suffering from depression and not much could move her.

I’ve got adult friends playing and neighborhood kids too. Even my teens say it’s pretty cool. My only worry from a parenting angle is the need for data on smart phones. Up until now the…

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All creatures great and small by James Herriot

There are books that are much more than what they tell, because they are linked to an emotion that can be the memory of when or where you read them or who got you to know them.

This book is part of a series written by a British veterinary surgeon, under the name of James Herriot, which tells about his personal and professional life in Yorkshire, starting before the Second World War.

His books were among my father’s favorite. My father died more than 30 years ago, but every time I read them it feels like he’s still here with me, laughing about the episodes that, even though we had read them many times, we kept on telling each another. Too bad that time did not last long.

Some might judge them as easy, simple or assess the style as not so exciting, but I wonder if books can be really the object of literary criticism.

When a book is written with feeling, heart, passion, suffering, and not just in order to sell, it cannot be nothing but a writer’s masterpiece.

Then the reader make what he wants of it.

A book is what you make it to be.

A book may be the masterpiece of your life at a time and let you down in another moment.

A book can be boring the first time and encourage unexpected reflections if you re-read it.

A book creates a unique relationship with the reader.

Books are living emotions.

Sometimes I read a book in just one day, sometimes it takes months to read another one. I am sure that, with a little attention, it would be interesting and useful to understand why…

In schools there is always less reading and more working with computers, I do not know why.

Children are no longer interested in reading. After the period of colorful books full of figures there is no longer the transition to independent reading, when one begins to understand her/his own tastes, chooses the titles, and most of all starts travelling with her/his imagination.

Maybe I am old-fashioned, but for me this means closing the door to a world of emotions that could be with you throughout your life.

A book really keeps company.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/James_Herriot

Creature grandi e piccole di James Herriot

Ci sono libri che sono molto più di ciò che raccontano, perché sono legati ad un’emozione che può essere il ricordo di quando o dove li hai letti oppure di chi te li ha fatti conoscere.

Questo libro fa parte di una serie scritta da un veterinario inglese, con lo pseudonimo di James Herriot, che racconta le sue vicende personali e professionali nello Yorkshire, partendo da un periodo addirittura antecedente la seconda guerra mondiale.

I suoi libri erano tra i preferiti di mio padre. Mio padre è morto più di 30 anni fa, ma ogni volta che li rileggo è come se lui fosse qui con me a ridere degli episodi che, non paghi di averli letti e riletti, ci raccontavamo ridendone insieme. Peccato che quel periodo sia durato poco.

Qualcuno potrebbe giudicarli sempliciotti, “piacioni” o valutarne lo stile in modo non entusiasta, ma io mi domando se i libri possano essere veramente oggetto di critica letteraria.

Quando un libro viene scritto con sentimento, cuore, passione, sofferenza, e non solo con l’obiettivo di vendere, non può essere nient’altro che un capolavoro dello scrittore.

Il lettore poi ne fa ciò che vuole.

Un libro è ciò che tu lo fai essere.
Un libro può essere il capolavoro della tua vita in un momento e deluderti in un altro. Un libro può annoiarti la prima volta e stimolarti delle riflessioni inaspettate se lo rileggi.
Un libro crea una relazione unica con chi lo legge.

I libri sono emozioni vive.

Ci sono libri che divoro e altri che impiego mesi a leggere. Sono convinta che, con un po’ di attenzione, capire il perché di questo mi sarebbe di grande aiuto…

Nelle scuole si legge sempre meno e si lavora sempre più con il computer, chissà perché.

I bambini non sono più interessati alla lettura. Finita l’epoca dei libri colorati e pieni di figure non c’è più il passaggio alla lettura autonoma, quella dove incominci a capire i tuoi gusti, a sceglierti i titoli, ma soprattutto a viaggiare con la fantasia.

Sarò all’antica, ma per me questo significa precludersi un mondo di emozioni che ti accompagna per tutta la vita.

Un libro fa veramente compagnia.

https://it.wikipedia.org/wiki/James_Herriot

 

 

 

Anne Frank’s house

Many times in the past I dismissed the Holocaust briskly, almost tired of all this talk of Jews, extermination and concentration camps.

Even recently, talking with friends, I said that it would be better to destroy these “hideous monuments” reminding us of that period and replace them with beautiful gardens in memory of all the people who suffered there.

Now I can say that I was wrong, I was wrong big time. Anne Frank and everything that still remind us of those historical events can not be put aside or replaced by a memorial plaque or a nice garden.

We must read and “feel” that diary and then climb those steep stairs… and then those rooms … Stay there for a while, don’t walk through them carelessly and think that this is where Anne lived, in those rooms, closed and darkened every single day for two years.

Anne Frank is not only Nazism, Holocaust, Jews.

Anne Frank is a symbol of injustice, the worst injustice in the world: to hurt innocent children, who ignore and can not understand why their world suddenly disappears in an abyss called war, leaving behind only fear and despair.

Sometimes I look at myself and I realize that it is useless to deny that I’m changing. Wrinkles, signs belong to life, but mine is a life that never saw any war and today I am grateful more than ever for this, because Anne Frank and many other children like her never saw and will never see them and will never have a body that happily welcomes the passage of time and is able to grow old.

I hope I do not forget it anymore.

Ecco perchè non sopporto le riviste femminili

Certe riviste sono una delle peggiori manifestazioni del mondo femminile. Non citerò nomi, ma, a differenza di ciò che qualcuno potrebbe pensare, non sto parlando dei giornali pettegoli. Questi sono assolutamente innocui e unisex.

Le riviste che invece si vantano di parlare di moda, attualità, cultura sono le peggiori. Più l’aspetto è patinato e meno c’è da fidarsi. Questi giornali ci propinano come modelli donne di cui non capisco il valore, canoni estetici che nulla hanno a che fare con la realtà, illusioni sulla possibilità di avere “tutto e subito” che possono andare bene fino a 14 massimo 16 anni, ma che dovrebbero far sganasciare dalle risate le donne vere.

Non prenderò la strada più facile estrapolando trafiletti dalle riviste che ho letto in preparazione di questo articolo e facendo della  polemica ed ironia scontate, che tanta fortuna fanno di opinioniste e blogger ben più famose e scafate di me.

No. Io vorrei cercare di scavare più in profondità nel successo di queste riviste, perchè sono convinta che quello che le donne pensano di trovare nei servizi e negli articoli è un’illusione di comprensione e resurrezione ad un ideale che tale rimane.

Mi spiego meglio. Prendiamo la classica rubrica “Lettere al direttore”; normalmente è preceduta da un breve quanto superficiale editoriale possibilmente su un fatto di politica o cronaca con pensierino moralista. Bene, con questo abbiamo soddisfatto la nostra coscienza civile.

Si passa quindi a questioni più importanti: il rapporto con le lettrici. Ovviamente gli argomenti delle lettere sono vari e ricevono risposte argute e risolutrici dalla redazione. Leggendo le lettere e le risposte, ci si rispecchia ognuna nella vita dell’altra e così si prova comprensione anche per noi stesse (cosa che noi donne raramente riusciamo ad avere, essendo più propense a autocriticarci). Meno male che la nostra rivista del cuore ci capisce!

All’interno del giornale lo sapete poi come funziona: articoli, interviste, servizi di moda… tutto sottilmente incentrato su messaggi in contraddizione tra di loro.
Attenzione! Non cedere al tempo che passa, puoi contrastare le rughe, ma tranquilla sei bella come sei, il tuo uomo ti ama anche se hai la cellulite, però se scegli il costume giusto ti sentirai più a tuo agio, anche se, come tutte ben sappiamo, non c’è niente di meglio di una cura a base di mega-carbo-super-goji-proteo-caffeico-moleco-acido-ribo-karkadè a partire da gennaio per eliminare i cuscinetti di grasso e comunque quello che conta è l’intelligenza e lo sai che il cervello ha bisogno di zucchero, di cui fa largo uso anche Charlize, che però per vincere l’Oscar ha recitato da brutta…

Ma ci siamo capite? Questi giornaletti cavalcano l’onda dell’insicurezza femminile per mantenerci in uno stato adolescenziale perenne che necessita di conferme, di sicurezze, foraggiando così l’industria dell’estetica.

Il vostro giornale del cuore non vi capisce, non vi coccola, è solo un mezzo per vendere spazi pubblicitari, fatevene una ragione.

Sento già una voce di protesta che dice: ” Ma come, non vorrai farci credere che tu non ti trucchi, non ti compri creme o vestiti e scarpe nuove?”.
Certo che lo faccio! Ma solo ed unicamente con la mia testa e il mio gusto e soprattutto non a seguito di un bisogno indotto da qualcosa o qualcun altro.

Se voglio dedicare del tempo alla lettura, leggo libri, facendo attenzione anche in questa scelta, perchè purtroppo il mondo dell’editoria è invaso da libri talmente stupidi e scritti male che quelli della serie Harmony diventano dei capolavori classici.

Purtroppo quando parlo di questi argomenti, mi prende lo sconforto, perchè mi sembra di parlare a vuoto, ma per chi mi legge, vi prego, provateci a smettere totalmente di comprare queste riviste, andate in biblioteca, in libreria, esplorate argomenti, autori, stili. Meglio una pagina magari non totalmente capita di un bel libro, piuttosto che un intero giornaletto da quattro soldi. Questi impoveriscono il vostro portafoglio, senza arricchire la vostra anima.