LA DELUSIONE

Chissà perché questo sentimento viene citato poco, come se fosse di serie B.

Passata la fase del “Mi hai molto deluso”, frase prima o poi usata da ogni genitore nell’illusione di scuotere i propri figli e farli rinsavire chissà da quale atto malvagio, a nessuno interessa più parlare della delusione.

Eppure esiste e nel non considerarla più per quello che è, cioè una conseguenza, un passaggio, a volte anche uno stimolo, facciamo l’errore di ingigantirla facendola diventare un trauma o di sottovalutarla, lasciandole fare un lavoro di sottile usura alla nostra capacità di entusiasmarci e lanciarci in progetti senza pensare in anticipo che potrebbero non funzionare.

Spesso la delusione non segna neanche la fine di qualcosa, ma per motivi vari dobbiamo conviverci per un certo periodo.

Vi faccio un esempio: prenotate una vacanza ed arrivati sul posto rimanete delusi. Tutto ciò per cui avete pagato c’è, ma non vi piace. Per 15 giorni dovrete stare in un posto che non è come ve lo aspettavate. C’è chi inizia a lamentarsi, c’è che si impunta, pressione alle stelle e giugulare gonfia, per ottenere ciò che si aspettava, c’è addirittura chi rinuncia e se va.

Si perde così di vista l’obiettivo primario, fare vacanza. La delusione prende il sopravvento, diventa l’unica sensazione su cui ci concentriamo.

Un altro esempio: iniziate un lavoro che vi ha entusiasmato. Partite carichi, contenti e investite tutto il vostro ottimismo, ma dopo un po’ arriva la delusione: le cose non sono come ve le aspettavate, ma il lavoro c’è, ha diversi aspetti positivi e in quel momento i soldi vi fanno comodo.

Cosa fate? Portate a casa il malcontento? Incominciate a lamentarvi? Oppure decidete che è il momento di dar spazio ad altre novità nella vostra vita?

Se qualcosa che vi delude o vi ha deluso non può essere cambiata, l’energia negativa della delusione può essere abbondantemente controbilanciata dalle novità!

Possono essere piccole cose, come decidere di dedicare ad un’attività un momento diverso della giornata oppure riservare mezzora al giorno ad un passatempo che avete abbandonato.

Per esempio se passate le vostre serate davanti alla televisione, uscite a fare due passi, chiamate un amico e poi, che ne so, cucinate un dolce, leggete, fate i cruciverba!

Se continuate a fare ciò che avete sempre fatto, il vostro cervello non percepirà niente di nuovo ed inevitabilmente tornerà a rimuginare sempre sulle stesse cose.

La delusione può essere anche un’opportunità per eliminare dalla propria vita persone e situazioni che non ci fanno bene. Perché non approfittarne?

Non prendiamocela quindi con la delusione, non è una condizione così grave da farci star male, ma può essere un utile alleato per mettere a fuoco il punto in cui siamo!

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SEX, BEING 50 AND CULTURAL BIAS

To be honest, I was very doubtful about writing an article on this topic. I already tried a few weeks ago and I did not like the outcome.

Although I consider myself a free thinker who even prides herself on not being influenced by anyone or anything, I must sadly admit that the legacy of centuries of taboos that we carry on our shoulders about sex is always there ready to pop up whenever we talk about it.

How do you talk about sex without talking about your personal experience? And do I really want to do it?

An activity which on paper is healthy, pleasant, natural, with no side effects, has become problematic, the subject of study, the source of neurosis.

We are surrounded by people who complain about it, because they do not do it, because they are too tired, because it is not as they would like it to be, because it lasts too little, because it lasts too long…

If you think about it, it is an inexplicable situation.

I recently read an article about the experience of an American couple who made love every day for a year. It was a normal couple, with a life similar to many of us. Work, home, children, holidays, activities, free time. After the birth of their second child, the woman felt tired, not fit and with little desire to take care of herself, but the few times she indulged in sex with her man she felt better and more beautiful.

Hence the idea, a little as if sex was a cure. The man was very happy with his woman’s proposal and the experiment began. The result: satisfaction, complicity, better self-esteem of both, which had a positive influence even in areas outside the couple, and the ability to deal with large and small problems of everyday life with lightness and ability to manage individual issues.

I can already hear the voices of those who are reading “Here she is, stating the obvious! Everyone knows that sex is good, develops endorphins, burns calories, promotes emotional intimacy of the couple … “and bla-bla-bla-bla with the typical language of women’s magazines. Heh heh, I know that you know, but if you don’t put this information into practice, what’s the good of it?

And here I come exactly to the turning point I was aiming to with this article. Do you know in what other area a lot of other deviant and distorted notions about sex are written?

When people talk about of women, let’s say from 45 years up?

They paint us as frigid hysterical prey to the hormonal storms of menopause or horny grandmas looking for the toy-boy or poor women forced to swallow massive doses of synthetic hormones to keep on being lovable and functional.

And when we experience on our skin some “symptom” (as if the physiological stages of life were a disease) and look for advice on how to feel better, we just find lists of all the troubles and inconveniences or even danger this phase of our lives entails.

And among these also various physical difficulties to have sex. What did you expect? You can’t have children anymore; do you think you can still enjoy sex? So how many women are influenced by these biases? So, the first hot flush turns into the anxiety of not knowing when the second will arrive and this signal will make you think you are getting old, no longer fertile, no longer attractive. More time will be given listening to pains and aches that are no different from those that you had until yesterday. And you begin to say things that sound alternately like this:

“Oh you know at this age …”

“I am 50 years, but I look better than many twentysomethings!”

“Even my mom started at this age with these problems …”

“Even if I start having a certain age, I will not let the years scare me!”

Don’t you see how you tie yourself to an eternal, absurd confrontation with age, this indefinite entity, because each of us is different.

This also affects sex, but your healthy and happy sexual life is not over, have fun and experience the fact that the more you do it the better you live! Fatigue, headaches, worries are just an excuse and you should just admit it to yourself.

Shake off all this cultural bias, sweep away all prejudices related to age and try to love yourself.

Suggest your man to make love every day, if not for a year, for a month, regardless of time, fatigue and commitments.

I bet you’ll be surprised!

IL SESSO, I 50 ANNI E IL CONDIZIONAMENTO CULTURALE

Se devo essere sincera, sono molto dubbiosa se imbarcarmi con un articolo su questo argomento. Ci ho già provato alcune settimane fa e non mi è riuscito molto bene.

Nonostante io mi ritenga una libera pensatrice che si vanta addirittura di non farsi condizionare da niente e nessuno, devo purtroppo ammettere che il retaggio di secoli di tabù che portiamo sulle spalle riguardo il sesso è sempre lì pronto a far capolino ogni volta che se ne parla.

Come si fa a parlare di sesso senza parlare della propria esperienza personale? E davvero mi sento di farlo?

Una attività che sulla carta è sana, piacevole, naturale, senza effetti collaterali è diventata, man mano che l’essere umano si è civilizzato, problematica, oggetto di studi, fonte di nevrosi.

Siamo circondati da persone che se ne lamentano, perché non lo fanno, perché sono troppo stanche, perché non è come vorrebbero, perché dura troppo poco, perché dura troppo…

Se ci pensate bene, è una situazione inspiegabile.

Recentemente ho letto un articolo che parlava dell’esperienza di una coppia americana che per un anno intero ha fatto l’amore ogni giorno. Era una coppia normale, con una vita simile a tanti di noi. Lavoro, casa, figli, vacanze, attività, tempo libero. Dopo la nascita del secondo figlio, la donna si sentiva stanca, poco in forma e con poca voglia di prendersi cura di sé stessa, però quelle poche volte che si lasciava andare al sesso con il suo uomo si sentiva meglio e più bella.

Da qui l’idea, un po’ come se il sesso fosse una cura, di movimentarsi un po’ la vita. L’uomo è stato molto contento della proposta della sua compagna e così è iniziato l’esperimento.

Il risultato: soddisfazione, complicità, migliore autostima di entrambi, che ha avuto ripercussioni positive anche in ambiti esterni alla coppia, e capacità di affrontare i piccoli e grandi problemi della quotidianità con maggior leggerezza e capacità di gestire, circoscrivendole, le singole questioni.

Le sento già le voci di chi sta leggendo “Eccola, ha fatto la scoperta dell’acqua calda! Lo sanno tutti che il sesso fa bene, sviluppa endorfine, brucia calorie, favorisce l’intimità emotiva della coppia…” e bla-bla-bla-bla con il tipico linguaggio da rivistucola femminile. Eh eh, lo so che lo sapete, ma se poi non mettete in pratica queste informazioni, a cosa vi servono?

E a questo punto ecco la svolta a cui volevo arrivare con questo articolo. Sapete in quale altro ambito vengono scritte un sacco di altre nozioni devianti e falsate riguardo al sesso?

Quando si parla delle donne. Diciamo dai 45 anni in su?

Ci dipingono come frigide isteriche in preda alle tempeste ormonali della menopausa oppure assatanate alla ricerca del toy-boy oppure poverette obbligate ad imbottirci di ormoni sintetici per mantenerci amabili e funzionanti.

E quando sperimentiamo sulla nostra pelle qualche “sintomo” (come se le fasi fisiologiche della vita fossero una malattia) e cerchiamo com’è giusto di sentirci meglio, quello che riusciamo a trovare sono solo informazioni di tutti i disagi e fastidi se non addirittura pericolo che questa fase della nostra vita comporta.

E tra queste anche varie difficoltà fisiche ad avere rapporti sessuali. Eh certo cara donna, dal momento che non fai più figli, non vorrai mica continuare a godertela. E così quante donne si fanno condizionare da questo malessere “imposto”? Così la prima vampata si trasforma nell’ansia dell’attesa della seconda, nell’ansia di non sapere quando arriverà e questo segnale vi farà pensare che state diventando vecchie, non più fertili, non più attraenti. Date allora più ascolto a doloretti ed acciacchi che non sono diversi da quelli che avevate fino a ieri. E incominciate a dire frasi che suonano alternativamente così:

“Eh sai com’è a quest’età…”

“Avrò anche 50 anni, ma sono meglio di tante ventenni di oggi!”

“Anche mia mamma ha cominciato a quest’età con questi problemi…”

“Anche se inizio ad avere i miei annetti, non mi faccio certo spaventare!”

Non vi accorgete di quanto legate voi stesse ad un eterno confronto con l’età, questa entità indefinita, perché ognuno di noi è diverso.

Questo riguarda anche il sesso. Non è finita la possibilità di viverlo bene, divertendovi e provando a sperimentare di persona il fatto che più si fa e meglio si vive. La stanchezza, il mal di testa, le preoccupazioni sono solo una scusa e dovete solo ammetterlo con voi stesse.

Scrollatevi di dosso tutto questo condizionamento culturale, spazzate via ogni preconcetto legato all’età e provate a volervi davvero bene.

Proponete al vostro uomo non dico un anno, ma un mese di sesso tutti i giorni, indipendentemente dall’ora, dalla stanchezza e dagli impegni. Poi fate le vostre valutazioni!

Buon divertimento!

La festa del Ringraziamento e la gratitudine

Il periodo si avvicina e io vi ripropongo questo articolo…

stillrocking

Nel corso degli ultimi 60 anni, se non di più, le culture europee e americane si sono mescolate in tanti ambiti, in uno scambio letterario, artistico, scientifico e sociale di grande impatto anche sul nostro quotidiano.

Gli europei sono orgogliosi delle loro radici culturali che risalgono alle più antiche civiltà, ma gli americani sono altrettanto orgogliosi della loro storia.

Mi è spesso capitato di sentir dire che l’America non ha in realtà una sua storia, io penso che noi europei abbiamo dormito sugli allori di un passato sì glorioso, ma che risale a troppo tempo fa per giustificare il nostro orgoglio. Punti di vista.

E’ da poco passato il 31 ottobre, festa di Halloween, e come ogni anno ho sentito osservazioni, se non lamentale, da più parti che non ha senso festeggiare questa ricorrenza, che per noi non significa niente, che è una festa inventata dagli americani.

Indipendentemente dal fatto…

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