IN RICCHEZZA E POVERTA’

Oggi torno a parlare dei condizionamenti che noi donne subiamo fin da piccole e il modo per uscirne.

Faccio un salto indietro a due dei miei primi articoli

https://stillrocking.wordpress.com/2015/08/21/alba-o-tramonto/

https://stillrocking.wordpress.com/2015/08/24/alba-o-tramonto-parte-2/

Il suggerimento qui contenuto resta secondo me uno dei migliori mezzi che abbiamo per trovare la lucidità dentro di noi ogni singolo giorno.

Uno dei risultati più incredibili (provare per credere) è la capacità di restare centrate che si acquisisce man mano che questi benedetti 10 minuti diventano un’abitudine.

Essere lucide e centrate ci permette di essere più coscienti di ciò che ci circonda, iniziando dal favorire la concentrazione fino al renderci più sensibili agli input meno evidenti che la vita ci fa scorrere davanti come in un film.

Sapete a cosa serve questo? Ad interrogarci, a capire noi stesse più profondamente ed a non alienarci dalla bellezza e dalle opportunità che il mondo ci offre.

Perché questo articolo si intitola “In ricchezza e povertà”?

Perché proprio alcuni di questi input che ho recepito ultimamente riguardano i soldi, la famiglia e la felicità.

Parto con un elenco che poi diventerà più chiaro:

  • Una coppia che estrae da un furgone, palesemente da lavoro, il seggiolino di sicurezza con un bambino minuscolo, si prende per mano e si incammina
  • La stabilità economica
  • Un papà che spinge un passeggino super-tecnologico con a fianco una moglie tutta griffata che parla al cellulare con aria annoiata
  • Il fertility day
  • Giovani donne che si domandano se è meglio prima avere figli o prima far carriera
  • L’illusione della sicurezza economica
  • La paura del presente

Partiamo dall’illusione della sicurezza economica. A chi non piace avere disponibilità di denaro? A chi non piace poter affrontare ogni spesa necessaria o superflua senza pensarci troppo? Credo a nessuno. Non c’è proverbio più stupido di quello che afferma che i soldi non fanno la felicità. La realtà è che i soldi e ciò che ci puoi comprare non compensano l’insoddisfazione, la tristezza, la frustrazione di una vita che non ti piace.

Ma se stai bene e sei contento, sai che bellezza avere anche i soldi!?!?

E da sempre ci rifilano la bufala che la sicurezza economica, la stabilità finanziaria contribuiranno certamente alla nostra evoluzione di esseri umani, limitando in questo modo la realizzazione di sogni, progetti, idee, perché tutti i nostri sforzi, tutta la nostra concentrazione saranno indirizzati a raggiungere la “stabilità economica”.

Che invece è una chimera, perché come si accumulano, i soldi possono finire, perché un’azienda che sembrava intoccabile, nel giro di un anno lascia a casa tutti, perché uno gioca la schedina vincente e si ritrova ricco, perché costruiscono la metropolitana vicino a casa tua e ne raddoppiano il valore. Siamo sempre a pensare che solo la fortuna vada a caso e che invece la sfortuna abbia sempre ben chiaro chi colpire.

Ma la fortuna e la sfortuna sono come la stabilità economica: non esistono.

Pensate: 3 concetti che non esistono e che riescono a farci vivere il presente con paura. È pazzesco.

Sapete perché mai come negli ultimi decenni le attività creative, gli hobbies, lo sport, il tempo libero in generale hanno assunto un valore così importante arrivando per tanti al fanatismo? Perché non sono più svaghi, ma una compensazione di ciò che non riusciamo a realizzare nella nostra vita.

Nulla si può più fare “tanto per”, si vive solo per obiettivi.

Ed è questo il clima di condizionamento in cui giovani donne da pochi anni inserite nel mondo del lavoro si trovano a fare i conti con la campagna del “fertility day” che scandisce il tempo verso una presunta data di scadenza delle donne (vergogna!) e le pressioni di una società che spesso non permette neanche la possibilità di prendere in considerazione il desiderio di fare la casalinga, non solo per questioni economiche, ma anche per non sentirsi inferiori al mondo moderno femminile.

Vi giuro, solo a scrivere queste cose, mi sale la carogna.

Quando amiche più giovani mi domandano se è meglio prima far carriera o prima far figli mi fanno tenerezza ed al tempo stesso provo tanta rabbia per questa gabbia di finta libertà che ci hanno costruito intorno ed in cui noi (sì, anch’io da giovane ho vissuto condizionata da queste illusioni) pensiamo anche di essere padrone di noi stesse e del nostro tempo.

Se tra le due immagini di coppia con figlio dall’elenco sopra dovessi scegliere quale più mi piace, vi direi quella con il furgone, ma anche questo è uno stereotipo, è quello di “due cuori e una capanna”. La coppia griffata ed apparentemente annoiata istintivamente non mi attirerebbe, ma in realtà non so nulla né di una né dell’altra.

Ecco, questo è l’importante! Nessuno sa niente di voi davvero ed allora come potete permettere a chiunque, politici, sociologi, medici, ma anche parenti ed amici di dirvi cosa, quando, come è meglio per voi?

Siate sgradevoli, siate deludenti, siate insopportabili se questo vi renderà veramente libere di fare le vostre scelte, perché nella vostra pelle ci siete solo voi ed avete tutto il diritto di starci bene!

Perciò, se ad un certo punto della vostra vita decidete di metter su famiglia, seguite solo quello che vi dice il cuore, non date troppo peso a ciò che per qualcuno sembra determinante per prendere questa decisione.

Se invece i figli non li volete, non permettete a nessuno di farvi sentire inferiori.

E soprattutto smettetela di farvi la guerra tra di voi!

Love & peace

Donne e libri, combinazione magica!

A Gallarate, una cittadina in provincia di Varese, c’è un negozio speciale dove convivono due delle mie realtà preferite: i libri e un gruppo di donne motivate a dare il meglio in ciò che fanno, coadiuvate, ad onor del vero, anche da un uomo che condivide con loro la passione per i libri.

E’ la libreria Biblos Mondadori. https://www.facebook.com/search/1562097317367726/local_search?surface=tyah

Se entrate in una qualsiasi libreria, è facile perdersi nella vasta scelta di titoli, generi, prezzo e normalmente non è semplice trovare qualcuno che ti dia un consiglio. Possiamo dire, senza timore di offendere nessuno, che ormai il rapporto tra lettori e librai è diventato abbastanza impersonale.

Ma non qui. Qui si viene accolti con cordialità e disponibilità, ma senza essere assediati, e le occasioni per conoscere ed incontrare nuovi autori e nuove storie sono tante.

La persona che si occupa di far sì che questa libreria rimanga un luogo vivo d’incontro e non semplicemente un supermercato del libro è Sara, che ho incontrato per parlare un po’ di libri, editoria e scrittori.

“Ciao Sara, iniziamo con una breve presentazione di te e del tuo lavoro. Da quanto tempo lavori qui e di cosa ti occupi?”

Lavoro alla Biblos da 4 anni, anche se faccio la libraia da quasi una decade. Come tutti i miei colleghi svolgo le attivita’ quotidiane del negozio e oltre a quelle, mi occupo anche dell’organizzazione eventi per il nostro punto vendita.

“Pensi che questo lavoro ti arricchisca?”

Indubbiamente è un lavoro molto arricchente, sia perche’ implica il contatto con il pubblico e quindi obbliga ad uno scambio quotidiano, sia per la possibilità che ogni giorno ho di essere in mezzo a centinaia di titoli di generi diversi; e’ un lavoro che stimola la curiosita’ e permette di conoscere ogni giorno cose nuove e nuove persone.

“E’ un lavoro impegnativo?”

E’ un lavoro più che impegnativo. Il libraio non solo deve essere aggiornato su tutte le pubblicazioni, le recensioni e il panorama culturale anche internazionale. Deve essere in grado di relazionarsi con qualsiasi tipo di clientela (anche molto esigente), capire chi ha di fronte per poter soddisfare al meglio tutte le richieste. Non di meno fare il libraio è anche un lavoro che richiede un certo sforzo fisico con spostamenti quotidiani di volumi notevoli.
Oltre a questo, per quanto riguarda il mio lavoro in particolare, molto tempo è dedicato alla parte social: contatti con le case editrici, con gli autori, organizzazione degli eventi in negozio e non solo. Stare in libreria richiede di essere “multitasking”, elastici e disponibili a tempo pieno: quando si torna a casa il lavoro non e’ finito…si inizia a leggere!

“Ti piace leggere? Ti è sempre piaciuto o questo lavoro ti ha stimolato? “

Indubbiamente scegliere questa professione nasce da una passione, continuamente arricchita e alimentata dalla professione stessa.

“Qual è il genere che preferisci?”

Lavorando in libreria si entra in contatto con tutti i tipi di genere. Per quanto mi riguarda, il romanzo storico è tra quelli che più mi appassiona, considerando che è stato l’argomento su cui ho incentrato il mio percorso di studi. Ciò che comunque rende un libro “preferito” e mi fa decidere di consigliarlo è, oltre all’ambientazione, anche il modo in cui la storia viene raccontata e quanto è in grado di toccare le mie corde. L’emozione nella lettura e’ fondamentale!

“Quanti eventi organizzi mediamente per presentare nuovi autori e libri? Sei soddisfatta della partecipazione?”

Organizziamo eventi con cadenza settimanale: alterniamo autori più noti ad autori più legati al territorio, laboratori didattici per bambini, incontri con attori di teatro, showcooking, eventi musicali, letture e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…Per quanto riguarda la partecipazione, cerchiamo sempre di variare gli incontri organizzati, in modo tale da soddisfare tutto il nostro bacino di utenza e incuriosire chi magari non ci conosce ancora. In questo ultimo periodo stiamo anche cercando di rafforzare le collaborazioni esterne, in modo da riuscire a portare il mondo della cultura anche al di fuori del punto vendita: ad esempio teniamo una rubrica di consigli a cadenza settimanale per una radio locale, Radio Bustolive e cerchiamo di farci sentire sempre di piu’ attraverso i social, che teniamo costantemente aggiornati con le nostre recensioni e con tutto quello che succede in libreria. Ci stiamo “buttando” anche in svariati progetti, come il festival “Frammenti Blues” che si terra’ al Castello Visconteo di Somma Lombardo il prossimo ottobre, o il Filosofarti, storico festival di Filosofia cittadino. Ma questi sono solo alcuni esempi, noi siamo costantemente in movimento!

“Secondo te cosa amano più leggere le donne? Cercano prevalentemente l’evasione come sembra dalle classifiche di vendita o c’è un interesse anche per libri più impegnativi e profondi?”

A mio avviso, sia per gli uomini che per le donne, la lettura e’ davvero una scelta soggettiva. Ci sono donne che preferiscono leggere romanzi più leggeri e ironici, o delicati e che si avvicinano maggiormente alla sensibilità e all’universo femminile, così come ci sono donne che preferiscono leggere romanzi piu’ impegnativi o profondi o che amano il thriller e la suspense! Sai, le classifiche di vendita rispecchiano le mode del momento, i tormentoni editoriali. Ma sono un fuoco di paglia nel senso che durano davvero al massimo una stagione. Invece ci sono romanzi evergreen che vengono letti e amati da generazioni e saranno letti e amati ancora per tanto tempo.

“C’è qualche classico che continua a resistere?”

A differenza di quanto si possa credere, tutti i classici resistono. Oltre ad essere romanzi che vengono fatti studiare a scuola, vengono ancora consigliati e soprattutto, apprezzati! Molti sono precursori di veri e propri generi letterari, sono d’ispirazione per gli scrittori moderni e alcuni stupiscono per la loro incredibile attualita’.

“Questo tuo lavoro ti ha permesso di fare incontri che ti hanno particolarmente colpito?”

Sicuramente questo lavoro mi ha permesso di conoscere molti autori e molte personalità di spicco della cultura contemporanea, dandomi la possibilità di poterli apprezzare “dal vivo”. E’ sempre bello poterci entrare in contatto diretto e scoprirli dopo l’immagine che mi ero fatta di loro solo leggendoli.

“Ho notato che avete anche una bella zona dedicata ai bambini/ragazzi. Funziona?”

Certo! Il reparto ragazzi è un reparto che cerchiamo sempre di valorizzare, proprio perchè è importante promuovere la lettura nei bambini fin da subito. Questo lo facciamo costantemente intrattenendo rapporti con le scuole della zona e invitando le classi direttamente in libreria. Qui i bambini entrano in contatto diretto con l’oggetto libro ed iniziano a conoscerlo, a maneggiarlo e a divertirsi anche grazie ai laboratori creativi pensati ad hoc per loro. E poi c’e’ la letteratuta young adult che e’ diventata un vero e proprio genere letterario e che comprende quelle storie che si avvicinano di piu’ agli adolescenti. E poi ci sonno le storie vere, i libri illustati, i pop-up e i libri gioco…davvero un mondo do meraviglie!

“I genitori leggono ancora le favole ai bambini?”

Nonostante i canali televisivi dedicati ai più piccoli, i genitori fanno ancora addormentare i figli con le fiabe classiche e non solo…sara’ sempre cosi’!!!

“Qualche episodio divertente sia di clienti adulti sia piccoli?”

Ce ne sono stati tantissimi…il primo che mi viene in mente si riferisce ad un Natale dove, per festeggiare con i bimbi, avevamo un babbo Natale vestito di tutto punto, seduto sulla sedia a dondolo, attorniato da tanti occhietti adoranti ed emozionati…e uno di loro, tirandogli la barba, ha gridato “Ma tu non sei il vero Babbo Natale!!!”…puoi immaginare… abbiamo sfiorato la tragedia!!!…ma in qualche modo siamo riusciti a salvare la magia…

“Secondo te leggere fa oggettivamente bene alle persone?”

Ne sono assolutamente convinta! Credo che, oltre ad allargare la mente, la visione della vita e le prospettive, leggere renda più empatici perchè obbliga il lettore a mettersi nei panni del protagonista del suo romanzo.  Inoltre penso che tuffarsi in altre storie sia un modo per rilassarsi e distaccarsi momentaneamente dalla vita di tutti i giorni. Non ultimo, è anche uno strumento per affinare le proprie capacità linguistiche di scrittura e di espressione.

“Come vedi l’attuale situazione dell’editoria? Secondo te verrà davvero il giorno in cui i libri saranno completamente rimpiazzati dagli e-book?”

Credo che, nonostante tutte le tecnologie avanzate che verranno elaborate, i libri non verranno mai completamente rimpiazzati dagli e-book; la carta ha un profumo, una consistenza, implica una gestualità di cui i lettori sono innamorati e che con l’e-book verrebbe meno. La carta ha la sua magia, e’ proprio dentro alle pagine e bisogna sfogliarle per trovarla…

“E’ una mia impressione o anche il mondo dell’editoria sta dedicando una larga parte della sua produzione a opere di rapido consumo, rispecchiando il trend del “tutto e subito” rappresentato a livello virtuale da Internet?”

Piu’ che opere di rapido consumo direi che oggi, tramite autopubblicazioni on-line, chiunque puo’ essere scrittore e vedere il suo libro pubblicato. Questo panorama sicuramente confonde il lettore che, con un’offerta cosi’ elevata, a volte fatica a individuare la narrativa di qualita’ o gli scrittori piu’ affini ai suoi gusti.

Ma noi siamo qui per questo!!

“C’è qualcosa che vorresti aggiungere per chi sta leggendo questa intervista?”

Vorrei salutarvi con una frase di Piero Citati:

“Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi.”

“Grazie Sara per questa bellissima intervista!”

Seguite la Biblos Mondadori di Gallarate e gli eventi di Sara, riscoprirete il piacere di entrare in libreria!

https://www.facebook.com/search/1562097317367726/local_search?surface=tyah

 

 

PERSONAGGI DA SALA PROVE – Intervista a Sabarax delle Rougenoire

Questa volta non farò tanti giri di parole, ma vi dirò semplicemente una data ed un luogo:

10 marzo 2016

Magazzini Generali di Milano

Non è da tutti partire con un sogno e arrivare così, specialmente quando parliamo di 5 donne che, unite dalla folle passione per il rock, decidono di dar vita ad una band 100% girls.

Potevo concludere questa galleria di “personaggi da sala prove” senza una testimonianza femminile? Sarebbe stato un controsenso, anche se l’obiettivo di tutta questa carrellata è stato di mostrarvi come la passione per qualcosa che amate non deve conoscere ostacoli, perché contribuisce massicciamente al piacere di godersi la vita.

Leggete questa bella intervista con Sabarax, una delle chitarre delle Rougenoire e se ancora oggi, dopo 8 mesi di articoli del mio blog, siete titubanti nel tirare fuori la grinta che sicuramente avete per dare spazio alle vostre passioni, sono sicura che le sue parole faranno scattare la molla!

band

“Ciao! Ti ringrazio molto per la tua disponibilità e per essere qui oggi con me. Vorrei iniziare chiedendoti come vi siete incontrate e come sono nate le Rougenoire.”

Ciao e grazie per averci dato questo spazio sul tuo blog.
Le Rougenoire nascono nel 2005. Cinque ragazze di due band differenti, con background musicali diversi accomunate dal desiderio di “fare” musica.

Ci siamo sedute a tavolino e abbiamo deciso di intraprendere questa fantastica avventura, che poi si è trasformata in un progetto serio e molto importante per tutte noi.

Col tempo la formazione si è modificata, ma ora sono tre anni che“viaggiamo in sei” su questo treno.

“Avevate precedenti esperienze in altre band?”

Sì, tutte veniamo da esperienze in band differenti e questo è un bene..sottolinea l’amore per la musica e il desiderio di andare avanti sempre.

“Quante volte vi trovate per provare?”

Beh, per noi la sala prove è davvero importante e ci troviamo una volta alla settimana, a volte anche due.

“Andate sempre d’accordo o litigate qualche volta e per quali motivi nel caso?”

Devo essere sincera? Non litighiamo, ci scambiamo opinioni su decisioni da prendere, ma riusciamo a trovare sempre delle soluzioni e in breve tempo.
I motivi possono essere diversi: se fare una data o no, quanti cd da stampare, dove andare a festeggiare il Natale (scherzo ovviamente).

Ci supportiamo nei momenti difficili, ecco.

“Come nascono i vostri pezzi?”

I nostri pezzi nascono da ispirazioni: a partire da una melodia di Francesca (Black Mamba), un riff di chitarra mio o di Sara (Foxy Lady)o Cristina (Crilbill), un giro di basso di Virginia (Vice). Poi da questo si passa all’arrangiamento di tutto il pezzo, dalla struttura del brano, alle finezze ritmiche e solistiche.

“Cosa ne pensi del titolo del primo articolo di questa serie -La sala prove: luogo dove si avverano i sogni-? Sei d’accordo?”

A mio parere i sogni non si avverano in sala prove, ma ci nascono.

La sala prove, che per noi Rougenoire è fondamentale, ci aiuta a realizzare questi sogni. Fatica, costanza e perseveranza e prima o poi i sogni si trasformano in realtà.

“Avete qualche ricordo legato ad una particolare sala prove?”

Avrei aneddoti per ogni sala prove che abbiamo provato. Da un po’ di anni abbiamo la “nostra” sala prove, che condividiamo con un altro gruppo (anche con loro non abbiamo mai avuto discussioni) e a questa sono legati i nostri ricordi migliori credo.

Provare con la nostra strumentazione, con i nostri amplificatori, microfoni, batteria..non potevamo chiedere di meglio.

“Come vi ha cambiato nel vostro quotidiano avere questa vita parallela da musiciste?”

Eh, che dire. Abbiamo tutte un lavoro (purtroppo con la musica non ci campiamo ancora), un compagno/marito, dei figli, dei gatti e dei cani.

Siamo costrette a relegare la musica, la nostra passione, solo alla sera e durante i concerti dei fine settimana, ma niente ci ha mai impedito di andare avanti.

Siamo cresciute, maturate e diventate più forti. Conciliare le due “vite parallele”, tra alti e bassi, non è stato e non è tutt’ora un problema

“Avete avuto difficoltà o percepito un clima di discriminazione per il fatto di essere donne?”

Forse all’inizio sì, non è stato facile farsi strada tra tutte queste band di “maschietti”, ma abbiamo avuto anche tanti sostenitori che ci hanno dato la possibilità di far conoscere il nostro nome in giro, di creare il nostro gruppo di fans.

Oggi la “sfida” è più tra band femminili, speriamo sempre nella correttezza e nel sostegno tra donne, ma sappiamo che non è sempre così.

“Ultimamente ho letto che ha suscitato un certo scalpore una ragazzina che si è presentata ad un talent show, lasciando tutti di stucco per aver cantato un pezzo metal in growl. Cosa ne pensi di questi programmi?”

Li ho seguiti all’inizio e a volte ho anche pensato di iscrivere la band, sarebbe stato divertente e poi..non si sa mai. E’ un mondo affascinante, ma a volte i veri talenti non possono permettersi di partecipare a questi show televisivi e rimangono nascosti in qualche piccolo locale di periferia.

Poi i gusti musicali cambiano velocemente al giorno d’oggi. Quello che va bene ora non piacerà più tra due anni.

“Programmi per il futuro?”

Il secondo album in cantiere e tanti concerti tra la primavera e l’estate..le sorprese di sicuro non mancheranno!

“Ti ringrazio tantissimo e ci vediamo il 15 aprile al pub The One di Cassano d’Adda!”

Per essere sempre aggiornati sulle novità e le date dei concerti delle Rougenoire, visitate

www.facebook.com/rougenoire/?fref=ts

www.youtube.com/user/rougenoirebabies

Violenza sulle donne – Tuteliamoci!

INTERVISTA A SILVIA COLOMBO, AVVOCATO MATRIMONIALISTA del Foro di Milano.

Buongiorno Silvia, grazie di questo incontro dedicato a parlare di come la legge può aiutare le donne vittime di molestie, abusi e violenze.

“Buongiorno e grazie a te dell’invito a partecipare, sempre disponibile se posso dare il mio contributo a migliorare la situazione delle donne vittime di violenza.”

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una escalation di violenza sempre più esplicita e manifesta nei confronti delle donne. Si è passati da quella che era una “violenza privata”, che rimaneva nascosta tra le mura domestiche, a gesti sempre più eclatanti fino ad arrivare all’omicidio, passando per il fenomeno dello stalking. Secondo te cosa ha contribuito a questo fenomeno?

“Innanzitutto mi preme dire che in passato la situazione della donna non era certo delle migliori.

Sin dai tempi antichi, la donna è stata oggetto di sottomissione all’uomo, se non di violenze ed abusi senza precedenti. Nella società attuale ha ottenuto via via maggiore riconoscimento quale essere soggetto di diritti, al pari dell’uomo (pensiamo solo al diritto di voto).

Senonché, sussistono ancora frange di società in cui esseri vili e malvagi, purtroppo, abusano della fragilità femminile e perpetrano abusi di violenza psicologica e fisica che riducono la donna in stato di sottomissione, di soggezione.

Il motivo di tutto ciò, a mio parere, risale ad un retaggio che dovremmo scrollarci di dosso.

La donna ha un intelletto acuto e degno di rispetto al pari, se non più in molti casi, dell’uomo, ma spesso è purtroppo lei stessa a non reagire, a sminuirsi, a non rendersi conto del proprio valore.

Mi capita spesso di avere a che fare con donne abusate, soprattutto psicologicamente, che patiscono cali di autostima.

I social network, oltre tutto, nell’era moderna hanno ridotto le barriere ed acuito la velocità di passaggio tra il rispetto e la mancanza di esso nei confronti della donna.”

Le leggi, inadeguate fino a pochi decenni fa in termini di riconoscimento della dignità femminile, si sono nel frattempo adeguate?

“Le leggi si sono parzialmente adeguate.

Da ultimo, quella sullo stalking ha permesso di intervenire immediatamente laddove vi sia segnalazione di un soggetto perseguitante, con arresto in flagranza di reato.

Le leggi ci sono, ma come ripeto le donne dovrebbero a mio avviso denunciare di più.”

Pensi che intervenendo legalmente si possa prevenire la violenza contro le donne?

“Assolutamente sì.

Ritengo che un buon tessuto normativo, con relative pesanti sanzioni, sia d’ausilio a fungere da deterrente nei confronti dell’ipotetico reo.

Il problema, invero, è rappresentato per lo più dall’applicazione della norma e della relativa sanzione al caso di specie, perché se sul piano sostanziale le norme ci sono, bisogna poi applicarle sul piano processuale.”

All’atto pratico cosa deve fare una donna ai primi segni di abuso?

“Ai primi segni di abuso la donna deve denunciare, o rivolgendosi ad un avvocato oppure direttamente alle forze dell’ordine.

Nessuno sconto, nessun buonismo. Un uomo che usa violenza contro una donna non è degno di essere chiamato Uomo. Il problema, come già detto, è lo stato di soggezione psicologica in cui la donna versa in questi casi.”

Perché tante vittime nonostante le denunce?

“Le tante vittime possono essere riconducibili, a mio avviso, ad almeno due ordini di fattori.

Il primo, sta proprio – mi spiace ripetermi – nel fatto che la donna pensa di poter “redimere” il suo carnefice. Come si dice: se non c’è vittima, non esiste carnefice. Perché dargli l’occasione di esserlo?

Il secondo, ritengo sia dovuto alla molteplicità di denunce di violenze ed abusi, che possono condurre ad un ingolfamento delle questure, se non addirittura ad una sottovalutazione del caso.

Non si è mai abbastanza preparati. I soggetti perseguitanti agiscono con segnali e modalità ben precisi, andrebbero svolti dei corsi formativi, sia per le vittime di violenza, sia per le forze dell’ordine che a volte non sanno come trattare il caso concreto ed intervengono quando ormai è “troppo tardi”. Del resto, non hanno alternative: se non c’è reato, non possono intervenire.

Su questo punto, la legge andrebbe modificata, anche se sussiste l’allontanamento dalla residenza familiare, che già di per sé aiuta.”

Qual è la pena che rischia un uomo denunciato per molestie/abuso?

“La pena dipende dal tipo di reato.

Ipotizziamo un minimo di sei mesi di arresto, per il reato di molestie, ad un massimo di dieci anni di reclusione in caso di violenza sessuale, fino a giungere alle pene più severe in caso di omicidio.

Pene fino a 4 anni di reclusione, invece, per molestie reiterate (il c.d. stalking) che possono essere aumentate se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato/divorziato – o da persona che sia stata legata da relazione affettiva – ovvero ai danni di un minore, di donna in stato di gravidanza o di soggetto disabile.”

La casistica cosa ci dice rispetto agli esiti delle condanne? Sono utili? La donna è salvaguardata anche dopo la scarcerazione?

“Gli esiti delle condanne portano spesso ad una recidiva, nonostante il tentativo del nostro sistema di rieducazione del condannato.

La donna non è tutelata a seguito della scarcerazione, se non per il fatto che è vietato al soggetto avvicinarsi ai luoghi dalla stessa frequentati. Ma il problema a mio avviso non è risolto.”

Sei mai stata vittima di molestie o abusi?

“No, mai stata vittima.”

Sono presi in considerazione risarcimenti per danni anche solo psicologici?

“Chi è vittima di abusi, quale persona offesa dal reato, può costituirsi parte civile nel processo penale, cosa di cui mi occupo. Svolgendo attività di avvocato matrimonialista, capita spesso che profili penalistici si muovano di pari passo con quelli civilistici, nell’ambito per esempio di una separazione coniugale.

Il risarcimento può prevedere diverse voci di danno: biologico, morale, esistenziale, perdita di chances di lavoro, ecc.

La Corte di Cassazione con sentenza 12 settembre 2011, n. 18641 ha sostenuto che il danno morale è autonomo rispetto al danno non patrimoniale. Con diverse sentenze la Cassazione ha ribadito la “autonomia ontologica del danno morale”.”

Per ultimo ti chiedo un consiglio da donna oltre che da avvocato: esistono dei campanelli d’allarme da non trascurare in una relazione affinché non degenerino in violenza?

“Il campanello d’allarme più importante è la mancanza di rispetto, che può manifestarsi inizialmente in una serie di comportamenti apparentemente innocui, come l’usare un linguaggio volgare, impedire di uscire e frequentare amici e/o parenti, oppure vessare sottilmente la compagna, denigrandola o mancando nei suoi confronti delle più elementari attenzioni.”

Puoi consigliare associazioni e istituzioni a cui rivolgersi e darci un tuo contatto?

Esistono i centri antiviolenza, con una rete nazionale antiviolenza, che risponde al numero 1522 e che è in grado di offrire ogni informazione utile e supporto su tutto il territorio, nonché numerose associazioni presenti in tutta Italia.”

Ringrazio Silvia per il tempo che ci ha dedicato.

Questa intervista completa la serie di articoli su questo argomento.

Invito tutte a leggere e rileggere queste informazioni, anche in futuro, perché se noi donne vogliamo davvero fare la differenza nel modo in cui il mondo ci vede e ci tratta, dobbiamo essere le prime a non abbassare mai la guardia sul nostro diritto al rispetto da parte di chiunque.

Concludo ricordandovi l’appuntamento di domani mattina alle ore 10.00 su Radio Lombardia dove sarò ospite della trasmissione Mattino Lombardia per parlare del mio blog.

A presto!

Violenza sulle donne – Introduzione

Negli ultimi tempi ho fatto un viaggio allucinante. Ho navigato nella realtà e in rete per raccogliere informazioni sull’argomento che voglio trattare, la violenza sulle donne, e sono rimasta sconvolta dai numeri, dalle statistiche, dalle testimonianze.

Esistono delle realtà di tale violenza, psicologica e fisica, che sono veramente inimmaginabili.

Ogni parola, ogni pensiero nella mia mente si forma a fatica riguardo questo argomento. Si rischia un’inutile retorica, un falso moralismo o una pietà perbenista che non possono rendere minimamente l’idea dell’inferno che queste donne, donne come noi, vivono.

Forse la parola più onesta che può descrivere le mie sensazioni è impotenza.

Nella mia vita non ho mai ricevuto uno schiaffo e, nonostante qualche episodio di molestie, una volta anche abbastanza pericoloso, me la sono sempre cavata. Posso dire che io non conosco la violenza e sono una donna molto fortunata.

Quello che più mi ha colpito, soprattutto nei casi di violenza domestica, è il sottile lavoro di debilitazione psicologica che subiscono le vittime, arrivando al punto di non essere più in grado di difendersi.

“Ho iniziato ad aver paura, prima di andare a dormire aspettavo di sentirlo russare per il timore che potesse succedermi qualcosa, non sapevo con chi parlare, mi vergognavo, pensavo che fosse colpa mia, ho iniziato a non volermi più bene e sono anche ingrassata.”

Sempre più isolate, aggredite verbalmente, sminuite in tutto ciò che fanno, le vittime non riescono a capacitarsi quando per la prima volta vengono attaccate fisicamente e a volte passano anni prima che si decidano ad andarsene. Pensano che sia stato un episodio, pensano di poter perdonare, pensano che non succederà mai più.

L’arma psicologica di far sentire la donna colpevole di ciò che le accade è la stessa anche nel caso delle molestie e delle violenze sessuali.

“Che cosa avete voluto? La parità dei diritti. Avete cominciato a scimmiottare l’uomo. Voi portavate la veste, perché avete voluto mettere i pantaloni? Avete cominciato con il dire “Abbiamo parità di diritto, perché io alle 9 di sera debbo stare a casa, mentre mio marito il mio fidanzato mio cugino mio fratello mio nonno mio bisnonno vanno in giro? Vi siete messe voi in questa situazione. […] Ognuno raccoglie i frutti che ha seminato. Se questa ragazza si fosse stata a casa, l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente.”

Sapete a quando risale questa arringa dell’avvocato difensore in un processo per stupro? Alla fine degli anni ’70. Non parliamo del 1800, ma di poche decine di anni fa. Penso che oggi nessun avvocato si azzarderebbe a ripeterle, ma pensate che la mentalità sia molto cambiata?

Poiché in ogni ambito è sempre più chiara l’importanza della prevenzione e poiché nessuna di noi è immune dal pericolo, ho deciso di affrontare questo argomento in modo costruttivo.

Procederò quindi, senza indugiare in ulteriori tristi ed angoscianti testimonianze o resoconti, esponendovi ciò che ho preparato per voi.

Nei prossimi giorni troverete sul mio sito due interviste: una con l’avvocato Silvia Colombo, che ci illustrerà come la legge può intervenire a tutela della donna e una con Alessandro Marzola, istruttore di Krav Maga, tecnica di difesa adatta a tutti e per qualsiasi età.

Spero veramente che nessuna di voi sia nella condizione di dover mai utilizzare queste risorse, ma piuttosto che queste interviste vi siano di stimolo a prendervi sempre e comunque cura di voi stesse.