Donne e libri, combinazione magica!

A Gallarate, una cittadina in provincia di Varese, c’è un negozio speciale dove convivono due delle mie realtà preferite: i libri e un gruppo di donne motivate a dare il meglio in ciò che fanno, coadiuvate, ad onor del vero, anche da un uomo che condivide con loro la passione per i libri.

E’ la libreria Biblos Mondadori. https://www.facebook.com/search/1562097317367726/local_search?surface=tyah

Se entrate in una qualsiasi libreria, è facile perdersi nella vasta scelta di titoli, generi, prezzo e normalmente non è semplice trovare qualcuno che ti dia un consiglio. Possiamo dire, senza timore di offendere nessuno, che ormai il rapporto tra lettori e librai è diventato abbastanza impersonale.

Ma non qui. Qui si viene accolti con cordialità e disponibilità, ma senza essere assediati, e le occasioni per conoscere ed incontrare nuovi autori e nuove storie sono tante.

La persona che si occupa di far sì che questa libreria rimanga un luogo vivo d’incontro e non semplicemente un supermercato del libro è Sara, che ho incontrato per parlare un po’ di libri, editoria e scrittori.

“Ciao Sara, iniziamo con una breve presentazione di te e del tuo lavoro. Da quanto tempo lavori qui e di cosa ti occupi?”

Lavoro alla Biblos da 4 anni, anche se faccio la libraia da quasi una decade. Come tutti i miei colleghi svolgo le attivita’ quotidiane del negozio e oltre a quelle, mi occupo anche dell’organizzazione eventi per il nostro punto vendita.

“Pensi che questo lavoro ti arricchisca?”

Indubbiamente è un lavoro molto arricchente, sia perche’ implica il contatto con il pubblico e quindi obbliga ad uno scambio quotidiano, sia per la possibilità che ogni giorno ho di essere in mezzo a centinaia di titoli di generi diversi; e’ un lavoro che stimola la curiosita’ e permette di conoscere ogni giorno cose nuove e nuove persone.

“E’ un lavoro impegnativo?”

E’ un lavoro più che impegnativo. Il libraio non solo deve essere aggiornato su tutte le pubblicazioni, le recensioni e il panorama culturale anche internazionale. Deve essere in grado di relazionarsi con qualsiasi tipo di clientela (anche molto esigente), capire chi ha di fronte per poter soddisfare al meglio tutte le richieste. Non di meno fare il libraio è anche un lavoro che richiede un certo sforzo fisico con spostamenti quotidiani di volumi notevoli.
Oltre a questo, per quanto riguarda il mio lavoro in particolare, molto tempo è dedicato alla parte social: contatti con le case editrici, con gli autori, organizzazione degli eventi in negozio e non solo. Stare in libreria richiede di essere “multitasking”, elastici e disponibili a tempo pieno: quando si torna a casa il lavoro non e’ finito…si inizia a leggere!

“Ti piace leggere? Ti è sempre piaciuto o questo lavoro ti ha stimolato? “

Indubbiamente scegliere questa professione nasce da una passione, continuamente arricchita e alimentata dalla professione stessa.

“Qual è il genere che preferisci?”

Lavorando in libreria si entra in contatto con tutti i tipi di genere. Per quanto mi riguarda, il romanzo storico è tra quelli che più mi appassiona, considerando che è stato l’argomento su cui ho incentrato il mio percorso di studi. Ciò che comunque rende un libro “preferito” e mi fa decidere di consigliarlo è, oltre all’ambientazione, anche il modo in cui la storia viene raccontata e quanto è in grado di toccare le mie corde. L’emozione nella lettura e’ fondamentale!

“Quanti eventi organizzi mediamente per presentare nuovi autori e libri? Sei soddisfatta della partecipazione?”

Organizziamo eventi con cadenza settimanale: alterniamo autori più noti ad autori più legati al territorio, laboratori didattici per bambini, incontri con attori di teatro, showcooking, eventi musicali, letture e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…Per quanto riguarda la partecipazione, cerchiamo sempre di variare gli incontri organizzati, in modo tale da soddisfare tutto il nostro bacino di utenza e incuriosire chi magari non ci conosce ancora. In questo ultimo periodo stiamo anche cercando di rafforzare le collaborazioni esterne, in modo da riuscire a portare il mondo della cultura anche al di fuori del punto vendita: ad esempio teniamo una rubrica di consigli a cadenza settimanale per una radio locale, Radio Bustolive e cerchiamo di farci sentire sempre di piu’ attraverso i social, che teniamo costantemente aggiornati con le nostre recensioni e con tutto quello che succede in libreria. Ci stiamo “buttando” anche in svariati progetti, come il festival “Frammenti Blues” che si terra’ al Castello Visconteo di Somma Lombardo il prossimo ottobre, o il Filosofarti, storico festival di Filosofia cittadino. Ma questi sono solo alcuni esempi, noi siamo costantemente in movimento!

“Secondo te cosa amano più leggere le donne? Cercano prevalentemente l’evasione come sembra dalle classifiche di vendita o c’è un interesse anche per libri più impegnativi e profondi?”

A mio avviso, sia per gli uomini che per le donne, la lettura e’ davvero una scelta soggettiva. Ci sono donne che preferiscono leggere romanzi più leggeri e ironici, o delicati e che si avvicinano maggiormente alla sensibilità e all’universo femminile, così come ci sono donne che preferiscono leggere romanzi piu’ impegnativi o profondi o che amano il thriller e la suspense! Sai, le classifiche di vendita rispecchiano le mode del momento, i tormentoni editoriali. Ma sono un fuoco di paglia nel senso che durano davvero al massimo una stagione. Invece ci sono romanzi evergreen che vengono letti e amati da generazioni e saranno letti e amati ancora per tanto tempo.

“C’è qualche classico che continua a resistere?”

A differenza di quanto si possa credere, tutti i classici resistono. Oltre ad essere romanzi che vengono fatti studiare a scuola, vengono ancora consigliati e soprattutto, apprezzati! Molti sono precursori di veri e propri generi letterari, sono d’ispirazione per gli scrittori moderni e alcuni stupiscono per la loro incredibile attualita’.

“Questo tuo lavoro ti ha permesso di fare incontri che ti hanno particolarmente colpito?”

Sicuramente questo lavoro mi ha permesso di conoscere molti autori e molte personalità di spicco della cultura contemporanea, dandomi la possibilità di poterli apprezzare “dal vivo”. E’ sempre bello poterci entrare in contatto diretto e scoprirli dopo l’immagine che mi ero fatta di loro solo leggendoli.

“Ho notato che avete anche una bella zona dedicata ai bambini/ragazzi. Funziona?”

Certo! Il reparto ragazzi è un reparto che cerchiamo sempre di valorizzare, proprio perchè è importante promuovere la lettura nei bambini fin da subito. Questo lo facciamo costantemente intrattenendo rapporti con le scuole della zona e invitando le classi direttamente in libreria. Qui i bambini entrano in contatto diretto con l’oggetto libro ed iniziano a conoscerlo, a maneggiarlo e a divertirsi anche grazie ai laboratori creativi pensati ad hoc per loro. E poi c’e’ la letteratuta young adult che e’ diventata un vero e proprio genere letterario e che comprende quelle storie che si avvicinano di piu’ agli adolescenti. E poi ci sonno le storie vere, i libri illustati, i pop-up e i libri gioco…davvero un mondo do meraviglie!

“I genitori leggono ancora le favole ai bambini?”

Nonostante i canali televisivi dedicati ai più piccoli, i genitori fanno ancora addormentare i figli con le fiabe classiche e non solo…sara’ sempre cosi’!!!

“Qualche episodio divertente sia di clienti adulti sia piccoli?”

Ce ne sono stati tantissimi…il primo che mi viene in mente si riferisce ad un Natale dove, per festeggiare con i bimbi, avevamo un babbo Natale vestito di tutto punto, seduto sulla sedia a dondolo, attorniato da tanti occhietti adoranti ed emozionati…e uno di loro, tirandogli la barba, ha gridato “Ma tu non sei il vero Babbo Natale!!!”…puoi immaginare… abbiamo sfiorato la tragedia!!!…ma in qualche modo siamo riusciti a salvare la magia…

“Secondo te leggere fa oggettivamente bene alle persone?”

Ne sono assolutamente convinta! Credo che, oltre ad allargare la mente, la visione della vita e le prospettive, leggere renda più empatici perchè obbliga il lettore a mettersi nei panni del protagonista del suo romanzo.  Inoltre penso che tuffarsi in altre storie sia un modo per rilassarsi e distaccarsi momentaneamente dalla vita di tutti i giorni. Non ultimo, è anche uno strumento per affinare le proprie capacità linguistiche di scrittura e di espressione.

“Come vedi l’attuale situazione dell’editoria? Secondo te verrà davvero il giorno in cui i libri saranno completamente rimpiazzati dagli e-book?”

Credo che, nonostante tutte le tecnologie avanzate che verranno elaborate, i libri non verranno mai completamente rimpiazzati dagli e-book; la carta ha un profumo, una consistenza, implica una gestualità di cui i lettori sono innamorati e che con l’e-book verrebbe meno. La carta ha la sua magia, e’ proprio dentro alle pagine e bisogna sfogliarle per trovarla…

“E’ una mia impressione o anche il mondo dell’editoria sta dedicando una larga parte della sua produzione a opere di rapido consumo, rispecchiando il trend del “tutto e subito” rappresentato a livello virtuale da Internet?”

Piu’ che opere di rapido consumo direi che oggi, tramite autopubblicazioni on-line, chiunque puo’ essere scrittore e vedere il suo libro pubblicato. Questo panorama sicuramente confonde il lettore che, con un’offerta cosi’ elevata, a volte fatica a individuare la narrativa di qualita’ o gli scrittori piu’ affini ai suoi gusti.

Ma noi siamo qui per questo!!

“C’è qualcosa che vorresti aggiungere per chi sta leggendo questa intervista?”

Vorrei salutarvi con una frase di Piero Citati:

“Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi.”

“Grazie Sara per questa bellissima intervista!”

Seguite la Biblos Mondadori di Gallarate e gli eventi di Sara, riscoprirete il piacere di entrare in libreria!

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Creature grandi e piccole di James Herriot

Ci sono libri che sono molto più di ciò che raccontano, perché sono legati ad un’emozione che può essere il ricordo di quando o dove li hai letti oppure di chi te li ha fatti conoscere.

Questo libro fa parte di una serie scritta da un veterinario inglese, con lo pseudonimo di James Herriot, che racconta le sue vicende personali e professionali nello Yorkshire, partendo da un periodo addirittura antecedente la seconda guerra mondiale.

I suoi libri erano tra i preferiti di mio padre. Mio padre è morto più di 30 anni fa, ma ogni volta che li rileggo è come se lui fosse qui con me a ridere degli episodi che, non paghi di averli letti e riletti, ci raccontavamo ridendone insieme. Peccato che quel periodo sia durato poco.

Qualcuno potrebbe giudicarli sempliciotti, “piacioni” o valutarne lo stile in modo non entusiasta, ma io mi domando se i libri possano essere veramente oggetto di critica letteraria.

Quando un libro viene scritto con sentimento, cuore, passione, sofferenza, e non solo con l’obiettivo di vendere, non può essere nient’altro che un capolavoro dello scrittore.

Il lettore poi ne fa ciò che vuole.

Un libro è ciò che tu lo fai essere.
Un libro può essere il capolavoro della tua vita in un momento e deluderti in un altro. Un libro può annoiarti la prima volta e stimolarti delle riflessioni inaspettate se lo rileggi.
Un libro crea una relazione unica con chi lo legge.

I libri sono emozioni vive.

Ci sono libri che divoro e altri che impiego mesi a leggere. Sono convinta che, con un po’ di attenzione, capire il perché di questo mi sarebbe di grande aiuto…

Nelle scuole si legge sempre meno e si lavora sempre più con il computer, chissà perché.

I bambini non sono più interessati alla lettura. Finita l’epoca dei libri colorati e pieni di figure non c’è più il passaggio alla lettura autonoma, quella dove incominci a capire i tuoi gusti, a sceglierti i titoli, ma soprattutto a viaggiare con la fantasia.

Sarò all’antica, ma per me questo significa precludersi un mondo di emozioni che ti accompagna per tutta la vita.

Un libro fa veramente compagnia.

https://it.wikipedia.org/wiki/James_Herriot

 

 

 

Le emozioni negative non esistono

Così come non esistono le emozioni positive.

Ben tornate! Oggi parliamo di emozioni.

Nella filosofia cinese le emozioni troppo intense non sono viste di buon occhio, perchè vanno ad intaccare la nostra energia. In effetti, questo popolo non è famoso per esprimere le proprie emozioni, al punto che una volta ho sentito una maestra definire una signora cinese “madre anafettiva”.

Io penso in realtà che ognuno di noi abbia un suo modo di esprimere le proprie emozioni.

Chi non sembra in grado di farlo, forse ha semplicemente paura. Ed è la stessa paura che ci porta a fare una distinzione tra emozioni positive e negative, nel tentativo di tenere a bada queste ultime.

Peccato che le emozioni, i pensieri, le sensazioni che ci fanno più paura e che cerchiamo di evitare sono proprio quelle che definiamo “negative” e che si acquattano dentro di noi per evolversi a nostra insaputa in ogni genere di disagio e malessere (senso di inadeguatezza, insoddisfazione, depressione, fobie, malattie).

Ma davvero vogliamo permettere alle nostre emozioni di farci questo, invece di guardarle dritte in faccia per paura di avere paura?

Le emozioni represse sono il freno della vita. Sono totalmente inutili. E guardate che da un certo punto di vista sono inutili anche le emozioni che definite “positive” se diventano un rifugio ed un termine di paragone per ogni esperienza che vivete.

Vi faccio un esempio per entrambi i casi.

Se pensate ad un episodio doloroso della vostra vita, tutta la tristezza, la disperazione di quel momento risale a galla e l’unico desiderio che avete è di non pensarci. Se non ci riuscite credete addirittura che non vi libererete mai di tutto quel dolore.
Sapete perchè vi sentite così? Perchè, per paura, avete represso il dolore legato a quella esperienza nel momento in cui la vivevate, perchè temevate di andar fuori di testa, perchè non volevate far preoccupare chi vi stava intorno, perchè pensavate che forse sareste riuscite a tornare alla normalità più velocemente…
Ognuno può aggiungere il suo perchè, ma è così.

E l’unica cosa che un’esperienza del genere può insegnarci è che quando arriva una brutta notizia, quando subiamo una perdita, quando ci colpisce una disgrazia non abbiamo nessun dovere se non quello di soffrire e provare tutte le emozioni che ci travolgono fino in fondo, perchè solo così ne verremo fuori libere.

E invece cosa succede quando riceviamo una notizia fantastica, otteniamo qualcosa che abbiamo desiderato per tanto tempo, ci innamoriamo alla follia? Prendiamo l’emozione di quel momento e la archiviamo nel settore “momenti perfetti” e da lì in poi nulla sarà altrettanto bello se non ci provocherà le stesse intense emozioni.

Ricordi, emozioni… quanto bagaglio che ci portiamo in questo viaggio!

Alleggerirlo è necessario, a volte indispensabile.

Provate da oggi a godere dei momenti e delle emozioni nell’istante in cui accadono. Se si tratta di qualcosa di bello siate grate, diversamente non ignoratelo, valutate se può insegnarvi qualcosa.

In entrambi i casi però lasciate andare le emozioni, restate leggere e fate spazio. Solo in questo modo la vita può accogliere il nuovo.

Provateci, davvero!