La festa del Ringraziamento e la gratitudine

Nel corso degli ultimi 60 anni, se non di più, le culture europee e americane si sono mescolate in tanti ambiti, in uno scambio letterario, artistico, scientifico e sociale di grande impatto anche sul nostro quotidiano.

Gli europei sono orgogliosi delle loro radici culturali che risalgono alle più antiche civiltà, ma gli americani sono altrettanto orgogliosi della loro storia.

Mi è spesso capitato di sentir dire che l’America non ha in realtà una sua storia, io penso che noi europei abbiamo dormito sugli allori di un passato sì glorioso, ma che risale a troppo tempo fa per giustificare il nostro orgoglio. Punti di vista.

E’ da poco passato il 31 ottobre, festa di Halloween, e come ogni anno ho sentito osservazioni, se non lamentale, da più parti che non ha senso festeggiare questa ricorrenza, che per noi non significa niente, che è una festa inventata dagli americani.

Indipendentemente dal fatto che questo non è vero, alcune domande mi sorgono spontanee.
Potevamo farne a meno? Sì. E’ divertente? Sì. E’ obbligatorio festeggiare? No.
I principi della democrazia sono salvi!

Una festa realmente tutta americana è il Ringraziamento, che si celebra ogni anno il quarto giovedì di novembre e dà praticamente inizio alla stagione dei festeggiamenti natalizi.

Questa tradizione viene puntualmente rispettata dal 1863, quando il Presidente Lincoln la istituì come forma di ringraziamento religioso.

L’origine di questa festa viene però collocata all’epoca dei Padri Pellegrini nel 1621. La storia narra che al loro sbarco in America essi non ebbero molto successo con le sementi portate dall’Inghilterra. Successivamente, con l’aiuto dei nativi americani ed i loro consigli, riuscirono ad ottenere dei raccolti molto generosi e da qui la celebrazione di un ringraziamento a Dio.

Sicuramente la gratitudine dei Padri Pellegrini era legata ad una questione molto seria, la sopravvivenza delle loro famiglie, ma ogni giorno è possibile sentire e manifestare questo sentimento, anche per piccole cose.

Non amo parlare di religione o fede, perché non ho la competenza necessaria, ma credo che parlare di spiritualità sia alla portata di tutti. La spiritualità non è legata al nome di nessuna entità, a nessun rito, a nessun dogma.

Per me spiritualità significa emozionarsi davanti ad uno spettacolo della natura, provare sentimenti di reale amore senza giudizio, trovare più significato in un abbraccio che in tante belle parole.

Io per tutto questo provo gratitudine. Vorrei festeggiare anch’io il Ringraziamento!

Mi piace pensare ad un gruppo di familiari e amici che si trova per condividere i motivi per cui essere grati… non credo di tradire le mie antiche radici europee!

Vi ricordate la definizione della “sindrome di Pollyanna”, il famoso ottimismo idiota? Non si tratta di questo, non si tratta di perdere il contatto con la realtà, bensì di riequilibrare i piatti della bilancia.

Guardatevi intorno, ascoltate: cosa vedete, cosa sentite? Solo lamentale e polemiche. Allora non siete d’accordo con me che se per un giorno all’anno ci concentrassimo su ciò di cui essere grati non sarebbe poi una cattiva abitudine?

Buona domenica a tutte!