Creature grandi e piccole di James Herriot

Ci sono libri che sono molto più di ciò che raccontano, perché sono legati ad un’emozione che può essere il ricordo di quando o dove li hai letti oppure di chi te li ha fatti conoscere.

Questo libro fa parte di una serie scritta da un veterinario inglese, con lo pseudonimo di James Herriot, che racconta le sue vicende personali e professionali nello Yorkshire, partendo da un periodo addirittura antecedente la seconda guerra mondiale.

I suoi libri erano tra i preferiti di mio padre. Mio padre è morto più di 30 anni fa, ma ogni volta che li rileggo è come se lui fosse qui con me a ridere degli episodi che, non paghi di averli letti e riletti, ci raccontavamo ridendone insieme. Peccato che quel periodo sia durato poco.

Qualcuno potrebbe giudicarli sempliciotti, “piacioni” o valutarne lo stile in modo non entusiasta, ma io mi domando se i libri possano essere veramente oggetto di critica letteraria.

Quando un libro viene scritto con sentimento, cuore, passione, sofferenza, e non solo con l’obiettivo di vendere, non può essere nient’altro che un capolavoro dello scrittore.

Il lettore poi ne fa ciò che vuole.

Un libro è ciò che tu lo fai essere.
Un libro può essere il capolavoro della tua vita in un momento e deluderti in un altro. Un libro può annoiarti la prima volta e stimolarti delle riflessioni inaspettate se lo rileggi.
Un libro crea una relazione unica con chi lo legge.

I libri sono emozioni vive.

Ci sono libri che divoro e altri che impiego mesi a leggere. Sono convinta che, con un po’ di attenzione, capire il perché di questo mi sarebbe di grande aiuto…

Nelle scuole si legge sempre meno e si lavora sempre più con il computer, chissà perché.

I bambini non sono più interessati alla lettura. Finita l’epoca dei libri colorati e pieni di figure non c’è più il passaggio alla lettura autonoma, quella dove incominci a capire i tuoi gusti, a sceglierti i titoli, ma soprattutto a viaggiare con la fantasia.

Sarò all’antica, ma per me questo significa precludersi un mondo di emozioni che ti accompagna per tutta la vita.

Un libro fa veramente compagnia.

https://it.wikipedia.org/wiki/James_Herriot

 

 

 

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I ricordi… da dimenticare

Ben ritrovate!

Ultimamente mi ritrovo sempre più spesso ad avere a che fare con persone che pensano ai buoni vecchi tempi. Che si tratti di musica, ricordi familiari, viaggi, oggetti, sembra che il presente non avrà mai la possibilità di eguagliare la magia e la perfezione del passato.

Povero presente… l’unico momento della nostra vita in cui possiamo agire con intenzione per migliorare le cose.

Io odio i ricordi fini a sé stessi. I ricordi di questo tipo portano solo a nostalgia, se non malinconia.

Mi azzarderei addirittura a dire che non servono proprio a niente e se potessi li cancellerei. In realtà so benissimo che ogni esperienza fa di me quello che sono oggi e se cancellassi alcuni ricordi sarei come un puzzle senza alcuni tasselli, quindi, come se non lo fossi già abbastanza, ancora più incomprensibile per me stessa.

Mi ritrovo anch’io, nonostante le mie idee a riguardo, ad identificarmi nel passato: io sono la persona che ha subito questa perdita, io sono la persona che ha avuto questo incidente, io sono la persona che è stata licenziata…

Notate qualcosa? I ricordi più accaniti sono legati a situazioni negative. Si dice che per compensare psicologicamente un’esperienza negativa siano necessarie almeno cinque esperienze positive. Secondo me non è del tutto vero neanche questo. Forse nell’immediato, ma non per ricordi lontani.

Per esempio essere trattata in modo maleducato e scortese in un negozio non è una bella esperienza e, sia che rispondiate per le rime o rimaniate senza parole, è difficile liberarsi subito dell’accaduto. Tuttavia, se nel corso della stessa giornata, ricevete cinque manifestazioni di gentilezza o affetto in altre situazioni, ecco che il ricordo del trattamento ricevuto nel negozio potrebbe svanire. Anzi, magari potrebbe rivelarsi utile per scegliere se andarci di nuovo o no.

E’ molto diverso quando il ricordo è legato ad un trauma del passato. In questi casi entrano in gioco talmente tanti fattori (luoghi, odori, sensazioni) che è difficile trovare una soluzione valida per tutti.

Io ho trovato un grandissimo aiuto in una tecnica che si chiama EFT Tapping. Ne avevo già parlato: https://stillrocking.wordpress.com/2015/11/03/questa-cosa-mi-fa-star-bene/
https://stillrocking.wordpress.com/2015/11/19/benessere-tai-chi-e-eft/
https://stillrocking.wordpress.com/2015/11/24/benessere-tai-chi-e-eft-parte-2/

A questo proposito vi informo che lunedì 22 febbraio inizierà il Tapping World Summit. Si tratta di una serie totalmente gratuita di conferenze e pratiche guidate molto interessante per chi vuole avvicinarsi ed approfondire questa tecnica.

Cliccate sul seguente link e troverete tutte le informazioni che volete

http://www.thetappingsolution.com/2016VideoSeries/

Esistono però anche i ricordi legati a bellissime esperienze che ci rendono allegre nei momenti difficili e che costituiscono lo stimolo per crearne altri. E’ a questi ricordi che a volte è giusto rivolgere la mente, con la consapevolezza che ogni giorno, anche nei piccolissimi gesti del quotidiano, possiamo contribuire a costruire i bei ricordi di domani.

Non sono parole retoriche ve lo assicuro.

Anche nei momenti più bui della mia vita, ho sempre cercato una piccola luce in ogni gesto fatto o ricevuto o se non la trovavo, passavo oltre.

La vita alla fin fine è la relazione con noi stesse e ogni relazione richiede amore, impegno e pazienza. Se siamo disposte a far questo per le persone che amiamo, dobbiamo fare lo stesso con noi stesse.

Abbiate cura delle persone che siete e scegliete i ricordi che volete tenere con voi. Per tutto il resto cercate il modo giusto per liberarvene.

Alcune esperienze resteranno per sempre con voi, ma avete il diritto di far sì che non vi mordano l’anima ogni volta che vi vengono a trovare.

La suocera

Ben ritrovate a tutte!

Ultimamente ho letto un libro che in realtà è un percorso di presa di coscienza della propria vita, di ciò che si può costruire di giorno in giorno con piccoli cambiamenti e delle relazioni con le persone.

Nei capitoli riguardanti le relazioni vengono proposti degli “esercizi” per essere coscienti e grate per la presenza nella nostra vita di persone che amiamo, a cui siamo legate o anche semplicemente che ci stanno simpatiche. Fin qui tutto abbastanza facile.

Il bello viene quando il libro inizia a parlare di relazioni irrisolte o difficili, proponendo come esercizio di pensare ad una persona, con cui abbiamo avuto delle difficoltà, e cercando di trovare 4/5 qualità o comportamenti avuti nei nostri confronti per cui vorremmo ringraziarla.

Il mio pensiero è andato subito a mia suocera.
Quando l’ho conosciuta era più giovane di me adesso e non siamo partite con il piede giusto. Nei primi anni è stato impossibile trovare un punto d’incontro, anche se spesso riuscivamo a farci delle gran risate insieme. Se lei pensava nero, io pensavo bianco, se lei andava dritta, io andavo storta. Poi, nonostante mi facesse arrabbiare spesso, mi accorgevo che dopo un po’ che non la vedevo avevo voglia di salutarla.

Questi sentimenti altalenanti, probabilmente contraccambiati in toto nei miei confronti, sono andati avanti finché c’è stata. Negli ultimi due anni era malata e non era più così ostinata e combattiva; questo mi ha permesso di mostrarle, non solo a parole, l’affetto che provavo per lei.

Sono passati 8 anni e in questo periodo mio figlio è cresciuto, ha la ragazza e sapete una cosa? A volte, davanti ad una richiesta, un atteggiamento o una domanda da parte sua, mi sono ritrovata a reagire istintivamente come mia suocera ha reagito tante volte con suo figlio e con me e mi sono morsa la lingua, mi sono fermata, perché ho ricordato quanto le sue parole spesso mi irritassero.

Quando è stato il momento di focalizzare un rapporto irrisolto e quello che vorrei dire a questa persona se potessi, non ho avuto dubbi: è lei. Sono contenta di averla conosciuta, sono contenta che mi abbia fatto arrabbiare, perchè l’esperienza mi ha insegnato qualcosa di utile, ma soprattutto sono felice di tutti i ricordi belli che questo esercizio ha fatto riaffiorare.

La quotidianità spesso non aiuta a dare il nostro meglio e questo è successo anche tra me e mia suocera, ma se permettiamo all’astio, al nervosismo, alle arrabbiature di rubarci i momenti piacevoli, ci perdiamo la dolcezza dei ricordi, specialmente quando queste persone non ci sono più.

Di ritorno dalla casa delle vacanze della famiglia di mio marito, quest’anno posso dire di averla goduta anche più del solito, perchè le stanze, gli oggetti, il giardino parlano di lei e finalmente sono stata felice di ascoltarli.

Il mio consiglio per oggi è proprio di fare questo esercizio. Se un ricordo può trasformarsi in questo modo, chissà che effetto potrebbe avere su una relazione in corso…

A presto!