La suocera

Ben ritrovate a tutte!

Ultimamente ho letto un libro che in realtà è un percorso di presa di coscienza della propria vita, di ciò che si può costruire di giorno in giorno con piccoli cambiamenti e delle relazioni con le persone.

Nei capitoli riguardanti le relazioni vengono proposti degli “esercizi” per essere coscienti e grate per la presenza nella nostra vita di persone che amiamo, a cui siamo legate o anche semplicemente che ci stanno simpatiche. Fin qui tutto abbastanza facile.

Il bello viene quando il libro inizia a parlare di relazioni irrisolte o difficili, proponendo come esercizio di pensare ad una persona, con cui abbiamo avuto delle difficoltà, e cercando di trovare 4/5 qualità o comportamenti avuti nei nostri confronti per cui vorremmo ringraziarla.

Il mio pensiero è andato subito a mia suocera.
Quando l’ho conosciuta era più giovane di me adesso e non siamo partite con il piede giusto. Nei primi anni è stato impossibile trovare un punto d’incontro, anche se spesso riuscivamo a farci delle gran risate insieme. Se lei pensava nero, io pensavo bianco, se lei andava dritta, io andavo storta. Poi, nonostante mi facesse arrabbiare spesso, mi accorgevo che dopo un po’ che non la vedevo avevo voglia di salutarla.

Questi sentimenti altalenanti, probabilmente contraccambiati in toto nei miei confronti, sono andati avanti finché c’è stata. Negli ultimi due anni era malata e non era più così ostinata e combattiva; questo mi ha permesso di mostrarle, non solo a parole, l’affetto che provavo per lei.

Sono passati 8 anni e in questo periodo mio figlio è cresciuto, ha la ragazza e sapete una cosa? A volte, davanti ad una richiesta, un atteggiamento o una domanda da parte sua, mi sono ritrovata a reagire istintivamente come mia suocera ha reagito tante volte con suo figlio e con me e mi sono morsa la lingua, mi sono fermata, perché ho ricordato quanto le sue parole spesso mi irritassero.

Quando è stato il momento di focalizzare un rapporto irrisolto e quello che vorrei dire a questa persona se potessi, non ho avuto dubbi: è lei. Sono contenta di averla conosciuta, sono contenta che mi abbia fatto arrabbiare, perchè l’esperienza mi ha insegnato qualcosa di utile, ma soprattutto sono felice di tutti i ricordi belli che questo esercizio ha fatto riaffiorare.

La quotidianità spesso non aiuta a dare il nostro meglio e questo è successo anche tra me e mia suocera, ma se permettiamo all’astio, al nervosismo, alle arrabbiature di rubarci i momenti piacevoli, ci perdiamo la dolcezza dei ricordi, specialmente quando queste persone non ci sono più.

Di ritorno dalla casa delle vacanze della famiglia di mio marito, quest’anno posso dire di averla goduta anche più del solito, perchè le stanze, gli oggetti, il giardino parlano di lei e finalmente sono stata felice di ascoltarli.

Il mio consiglio per oggi è proprio di fare questo esercizio. Se un ricordo può trasformarsi in questo modo, chissà che effetto potrebbe avere su una relazione in corso…

A presto!