The only piece of advice I really treasure

Some time ago, inspired by all the lists of tips and suggestions for the new year resolutions I read and heard everywhere, I created my own half-serious suggestions list.

Do you remember?

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/13/good-advice/

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/17/insomnia-and-creativity/

I do not reject those pearls of wisdom, but I think that they are not as inspiring as I wished.

Today I stumbled upon a Mark Twain’s quotation I already knew, but that struck me as if I read it for the first time:

“Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.”

It’s a fact that every century has its dreamers, inventors, visionaries. Depending on the time, they are and were treated in every possible way, from torture, derision, to awe, to suppression. But they all had something in common: the ability to go beyond the surface, to dare, to dream.

When Steve Jobs spoke the famous words, “Stay hungry, stay foolish!” he managed to sum up the unique philosophy of life that makes sense for me in a very short sentence.

The hunger for life accompanied by a certain amount of recklessness is not madness, it is the engine that should drive us to appreciate this journey, enjoying every opportunity, no matter who we are, where we live, how much money we have. What is appreciated by someone can be totally indifferent to another one.

Here is my list of what I have “explored” in recent years and that has enriched my life:

  •  create my own blog
  •  sing in a group
  •  practice Tai-chi
  •  practice Krav-maga
  •  discover the free online resources about meditation, energy techniques, motivational courses
  •  publish a household satirical magazine
  •  find resources that have inspired me to take care of my family and my home with no help
  • free myself from “reversed bias” (explanation follows) and learn to enjoy activities that I lived as a duty until a few years ago
  •  not being scared by washing machine and dishwasher breakdowns – yes, that’s right: as long as I can manage on my own, I will do it, screwdriver and clamp in my hand
  •  learn to say NO
  •  learn to let go of friendships that are fading
  • make room for new people, new ideas, new inspirations

None of this is making me rich (at least not yet …), less tired or perfect, but certainly eager to see what awaits me every morning.

And the great thing is that, the more I walk on this road, the longer becomes the trail of influences, imposed thoughts, unnecessary hesitation that I leave behind.

Even the “reversed bias” I mentioned before are terrible. Because of them we refuse “a priori” certain experiences, because we rebelled against them.

Take for example cooking. You already know what I think about it:

https://stillrocking.wordpress.com/2016/02/03/grandma-josephines-sweet-treats-i-e-my-opinion-about-cooking-sites/

But when I try (“explore”) some new recipe, I like it! Just as I like it when the outcome of one of my pieces de resistance is confirmed for the umpteenth time.

Until some time ago I hated to cook, because as a girl I was surrounded by people who gave too much value to this ability. And I thought, “You bet your @$$ you will never see me sweating in the kitchen in this way.”

Life then took me to a certain point where I had to cook twice a day, lunch and dinner, every single day. For me it was a nightmare.

But one day, just for fun, I tried some cake recipes and it felt good. From then on I started experimenting and at some point I realized that after all cooking was not that bad and I could not believe that I had regarded it in this way for my whole life.

Cooking was not tiring, holding on to an idea that no longer belonged to me was.

Have I made you smile with this new article? I hope so, but I also hope that I’ve been able to make you feel the intensity I live everyday life with. This does not preserve me from living dark moments, but it gives me an awareness of the great light we can enjoy every day.

Have a nice weekend!

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Alla fine tutto si può riassumere in un unico, prezioso consiglio…

Qualche tempo fa, ispirata dalle classiche liste di consigli per i buoni propositi d’inizio anno che si sentono e trovano un po’ dappertutto, mi ero soffermata anch’io a pensare ad una lista semi-seria di suggerimenti.

Ricordate?

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/03/i-buoni-consigli/

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/09/insonnia-e-creativita/

Non rinnego le perle di saggezza che vi ho somministrato, ma penso che in realtà non siano abbastanza d’ispirazione per chi le legge.

Proprio stamattina mi è capitata sotto gli occhi una frase di Mark Twain che, pur conoscendo, mi ha colpito come se l’avessi letta per la prima volta. Dice più o meno così:

“Tra 20 anni sarete più delusi da ciò che non avete fatto rispetto a ciò che avete fatto. Prendete il largo, lasciate il porto sicuro, approfittate del vento. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

E’ un dato di fatto che ogni epoca ha i suoi sognatori, inventori, visionari. Proprio in base all’epoca in cui sono vissuti hanno subito trattamenti di ogni genere, dalla tortura, alla derisione, al timore reverenziale, alla soppressione. Tutti però avevano in comune la capacità di non fermarsi all’apparenza, di osare, di sognare.

Quando Steve Jobs pronunciò le famose parole “Stay hungry, stay foolish!” riuscì in una brevissima frase a riassumere l’unica filosofia di vita che secondo me ha un senso.

La fame di vita accompagnata da una certa dose di incoscienza non è follia, ma è il motore che dovrebbe spingerci ad apprezzare questo viaggio, godendo di tutte le opportunità possibili, indipendentemente da chi siamo, dove viviamo, quanti soldi abbiamo e ciò che vale per uno può essere totalmente indifferente per un altro.

Giusto per non parlare di teoria e basta, ecco la mia lista di ciò che ho “esplorato” negli ultimi anni e che ha arricchito la mia vita:

  • creare un mio blog
  • cantare in un gruppo
  • praticare il Tai-chi
  • praticare il Krav-maga
  • scoprire le risorse online gratuite riguardo la meditazione, approfondimenti di tecniche energetiche, corsi motivazionali
  • pubblicare un giornalino di satira domestica
  • trovare, grazie a varie risorse, il modo di occuparmi in totale autonomia della mia famiglia e della mia casa
  • liberarmi da “condizionamenti contrari” (poi vi spiego) ed apprezzare anche attività che fino a qualche anno fa vivevo come un obbligo
  • non spaventarmi davanti ai guasti della lavatrice e della lavastoviglie – sì avete capito bene: fin dove possibile intervengo da sola, cacciavite e pinza in mano
  • imparare a dire NO
  • imparare a lasciar andare amicizie che si stanno spegnendo
  • far spazio a nuove persone, nuove idee, nuovi stimoli

Tutto questo non mi sta facendo diventare più ricca (non ancora almeno…), meno stanca o perfetta, ma di sicuro desiderosa ogni mattina di vedere cosa mi aspetta.

E la cosa fantastica è che, più percorro questa strada, più vedo dietro di me una scia di condizionamenti, pensieri imposti, inutili remore che mi lascio alle spalle.

Anche i “condizionamenti contrari” a cui accennavo prima sono tremendi. Sono quelli per cui scartiamo a priori certe esperienze, perché le abbiamo contestate ed escluse dalla nostra vita.

Prendiamo per esempio il fatto di cucinare. Sapete già cosa ne penso a riguardo:

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/27/gli-sfizietti-di-nonna-giuseppina-ovvero-cosa-penso-dei-siti-di-ricette/

In realtà, quando mi metto in cucina e provo (“esploro”) qualche nuova ricetta, mi piace! Così come mi piace quando la riuscita di uno dei miei piatti forti viene confermata per l’ennesima volta.

Fino a qualche tempo fa io odiavo cucinare, perché fin da ragazzina avevo persone intorno che secondo me davano troppo valore a questa capacità. E io pensavo “Col cavolo che mi vedrete mai affaticarmi intorno ai fornelli in questo modo!”.

La vita poi mi ha portato ad un certo punto a dover cucinare 2 volte al giorno, pranzo e cena, tutti i sacrosanti giorni. Per me era un incubo.

Un giorno però, un po’ per gioco, ho provato qualche ricetta di dolci e mi sono divertita. Da lì è scattata la voglia di sperimentare e ad un certo punto mi sono resa conto che tutto sommato cucinare non mi pesava più e non riuscivo a credere che per tutta la mia vita era stato così faticoso.

Faticoso in realtà non era cucinare, ma restare aggrappata ad un’idea che non mi apparteneva più.

Spero, con questo nuovo articolo, di essere riuscita a farvi sorridere, ma anche a farvi percepire l’intensità con cui vivo ogni giorno l’esperienza della vita. Questo non mi preserva da vivere momenti bui, ma mi dà la consapevolezza della grande luce di cui possiamo godere ogni giorno.

Buon fine settimana!

 

Well-being: Tai-chi and EFT – part 2

During my acitvity in the field of natural remedies and techniques, I often get in touch with people asking me for magical solutions for any kind of problems.
Unfortunately, many people disguise themselves as healers for every ailment, be it physical or psychological.

I am not one of these. Every time I learn about a new technique, I am very cautious.

I do not eat frog tails or snakes’ tongues and I do not believe that a massage or a certain position are enough to cure a disease.

Yet there are some natural remedies, some physical activities (e.g. Tai-chi) and massages and stimulations that can have a strong impact on our physical and psychological well-being and solve some discomforts.

I’ve always been curious about acupuncture, a method that was unknown to the medical western culture until a few decades ago.

The possibility to have access to our body’s internal parts noninvasively is fascinating. Through the acupuncture points, we can improve our health in many ways.

All these points are situated along the meridians and, although this has always been a much used treatment in the Traditional Chinese Medicine, experiments have only recently shown that there actually is a third “circulation system”. Isn’t that incredible?

The same points can be stimulated through pressure or tapping and these techniques can be very useful as “domestic first aid” for colds, headache or upset stomach too.

When stimulated, some points can give relief in stressful situations. These points are on the head/face and the upper part of the torso.

At the beginning of the 90’s in America, some experiments were made combining therapy with the stimulation of these points and the results led to the elaboration of the EFT principles.

The basic concept of the EFT (Emotional Freedom Technique) is to free our experiences from an excessive emotional burden, which in the end can be the culprit not only of psychological problems but also of physical discomfort.

As I wrote in the introduction “This makes me feel good!” I like Nick Ortner’s The Tapping Solution.

This technique has many advantages: it can be easily learned, it is very helpful for stress-management and it can help us find clarity in our experiences.

There are many sites and videos where this technique is explained, but if you want you can send me a private message on Facebook / Linda Jett (Stillrocking) and I will be happy to give any further information.

In conclusion, my well-being formula is:

Tai-chi+EFT+Krav Maga.

What’s yours?

Have a nice week!

Benessere: Tai-chi e EFT – parte 2

Nella mia attività di naturopata, ho spesso a che fare con persone che mi approcciano pensando che io possieda la soluzione magica per ogni genere di problema.
Purtroppo nell’ambito delle tecniche naturali e/o energetiche ci sono personaggi che si spacciano come risolutori di tutti i malanni, fisici e psicologici.

Bene, io non sono una di questi. Ogni volta che mi avvicino a qualche nuova tecnica mi muovo sempre con molta cautela. Non assumo code di rospo, lingue di serpenti e simili e non credo che basti un massaggio o una posizione per curare un disturbo.

Tuttavia esistono delle cure naturali, delle attività fisiche (come ad es. il Tai-chi) e dei massaggi o delle stimolazioni che possono avere un grandissimo impatto positivo sul nostro benessere psico-fisico arrivando anche a risolvere dei malesseri.

Una delle cure fino a poco tempo fa estranee alla nostra cultura medica e che mi ha sempre incuriosito è l’agopuntura.

Ho sempre trovato affascinante l’idea che si possa accedere in maniera non invasiva a punti interni del nostro corpo andando così ad agire su problemi di varia natura.

Il pensiero poi che questi punti si trovino su determinati canali che secondo la Medicina Tradizionale Cinese costituiscono un terzo “sistema circolatorio” è incredibile.

Questi stessi punti si possono stimolare anche con pressioni o picchiettamenti e queste tecniche possono essere molto utili tra l’altro come “pronto soccorso domestico” in caso di raffreddori, mal di testa, malesseri gastro-intestinali.

Tra tutti questi punti ne esistono poi alcuni che opportunamente stimolati possono avere un effetto anti-stress. Si trovano nella zona testa/viso e nella parte superiore del tronco.

E’ partendo da questi presupposti che nei primi anni ’90 in America, a seguito di esperimenti di terapie psicologiche integrate con la stimolazione di questi punti, è stata elaborata la EFT (Emotional Freedom Technique) che si propone di base come tecnica anti-stress atta a liberare le nostre esperienze da un carico emotivo eccessivo, che mal gestito potrebbe arrivare a causare anche veri e propri disturbi fisici.

Come scrivevo nell’introduzione, a me piace l’approccio che trovate sul sito The Tapping Solution di Nick Ortner e il suo libro, che porta lo stesso titolo, lo potete trovare anche in italiano.

Il vantaggio di questa tecnica è che si può apprendere facilmente, è rilassante ed aiuta a trovare la lucidità nel gestire le nostre esperienze.

Esistono diversi siti e video dove vengono mostrati e spiegati i punti e la stimolazione degli stessi, ma se preferite potete mandarmi un messaggio privato sulla pagina Facebook Linda Jett (Stillrocking) e sarò felice di darvi suggerimenti ed informazioni.

Concludendo, il mio benessere psico-fisico è dato dalla formula

Tai-chi+Krav Maga+EFT.

Qual è la vostra formula?

Buona settimana a tutte!

Well-being: Tai-chi and EFT

I don’t know how many times I started writing the articles on Tai-chi and EFT, how many times I corrected and deleted them.
The result of it is that after more than two weeks from the introduction “This makes me feel good!” I have not published anything on this topic yet.

This resistance of mine puzzled me and I tried to understand why. I came to the conclusion that once again my relentless, inevitable, inexhaustible desire for total freedom of choice took over.

And I believe that freedom of choice is the result of having no bias.

Constant reminders to take care of ourselves through exercise, diets and various techniques surround us and any new suggestion is supported by scientific studies.
The result is often a peak of enthusiasm bound to exhaust itself, leaving us disappointed.

What can I write to create an interest in something that I approached by chance and curiosity, not knowing anything about what was behind it?

It will be useless to list some “scientific” evidence of the effectiveness and value of these disciplines, if there is no curiosity.

Let’s talk about Tai-chi, the so-called long life exercise.

I will not try to define it according to the rules or to explain it through its history. For me Tai-chi equals softness, fluidity, beauty, pleasure to practice with a great instructor and with an interesting group of people who share this passion.

As I proceed with this exercise I also appreciate the precision of the forms and the martial-arts skills that hide behind every move. It gets better every time!

The social aspect of the group exercising together is important for me too! I practiced Pilates for years and I liked it a lot, but it was like being alone due to the lack of warmth and harmony in the group. What a shame!

In this Tai-chi group it is totally different. There is no fanatic, no know-it-all, no one judges anyone.

You know those scenes in the movies, where you see groups of people, maybe all dressed in white, who train in the parks and the sense of harmony they give?
We do not exactly look like that, but I assure you that when we start moving together at the same pace and we create a harmony of movements among us, in the silence of the gym, something magical happens!

What matters in what you choose to do is to find this feeling of joy and satisfaction.

If it just has to be an effort, your muscles will benefit from it, but not your emotions and well-being is a balance of both.

To be continued!