“Il piccolo circolo dell’autocoscienza femminile” e le tecniche di benessere

Era da tempo che desideravo trovare un luogo di incontro dove conoscere, confrontarmi e condividere con altre donne. In uno slancio femminista qualche anno fa l’avevo addirittura battezzato “Il piccolo circolo dell’autocoscienza femminile” Peccato che il posto non c’era e quindi non potevo attaccare questa insegna da nessuna parte.

Gli uomini sono fantastici, gli amici maschi utilissimi, ma quando c’è la sintonia giusta tra donne è una sensazione impagabile.

Oggi ho passato un meraviglioso pomeriggio con una nuova amica camminando nel bosco e parlando di temi che mi appassionano: i rapporti con gli altri, come non subire condizionamenti, come espandere i miei orizzonti… tranquille, non ho visto nessun unicorno color arcobaleno.

Questa comunque sono io, questa è la dimensione dove mi muovo bene. Tra pochi giorni rientrerò in città e certi spazi, geografici e mentali, magari mancheranno, ma va bene così.

Ho passato tanti anni a pensare che “in fondo andava bene così”, ma non era la stessa sensazione che provo oggi.
C’era spesso quella sensazione di fastidio alla bocca dello stomaco… Le ho provate un po’ tutte per riuscire a capire cosa fosse: visite mediche, attività fisica, letture, riposo, psicologa, ma i risultati erano scarsi o di breve durata.

Quando ho deciso di trovare delle soluzioni dove io non fossi semplicemente “la cliente”, bensì parte attiva, la situazione è cambiata.
3 anni di corsi e ho ottenuto il diploma in Naturopatia, seguito da attestati in Kinesiologia e Ayurvedic touch. Contemporaneamente ho approfondito la Medicina Tradizionale Cinese, i Mudra, l’Eft tapping e ho sperimentato tutte queste tecniche su me stessa, scremando man mano quello che non mi convinceva o che ritenevo non valido.

C’è tanta “fuffa” in questo settore, ma anche tante tecniche valide che possono davvero aiutare ad affrontare varie tematiche, a scardinare false convinzioni, a rilassarci, a sentirci supporto di noi stesse, in poche parole ad essere protagoniste del nostro benessere.

Pensateci un attimo: per esempio i massaggi sono fantastici (sapeste quanti me ne sono fatta fare anch’io!), ma sono un’integrazione. Se l’attivazione di un processo di miglioramento del nostro stato psico-fisico può partire da poche piccole azioni quotidiane fatte da noi non è meglio?

Ho insegnato a donne come noi tecniche di automassaggio che diventavano un’affermazione del loro valore, ho visto mamme di bambini classificati come “difficili” uscire felici dai colloqui con le maestre dopo solo qualche settimana di incontri… no, non vi dirò che ho visto cose che voi umani neanche immaginate, ma che esiste un modo per stare bene a metà strada tra il medico e lo psicologo, sì.

La prossima volta che dovesse capitarvi di sentire qualcosa, un fastidio, che non è proprio un malessere, ma quasi, provate ad ascoltarvi e date una chance a questo approccio. Se volete, io sono qui. Potete scrivermi un messaggio privato sulla pagina Facebook di Linda Jett e io sarò felice di aiutarvi.

Abbiate cura di voi stesse, nessun altro al mondo vi starà mai così vicino!

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La consapevolezza nel viaggio

Lungo molti anni
a grande prezzo
viaggiando attraverso molti paesi
andai a vedere alte montagne;
soltanto non vidi
dallo scalino della mia porta
la goccia di rugiada che scintillava

sulla spiga di grano.

Questa è una poesia di Tagore, scrittore indiano vissuto tra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.

Cosa vi suscitano queste parole?  Osservando la realtà di oggi, non trovate che il richiamo di questa poesia sia di grande attualità?

Viaggiare, raccontare i propri viaggi, navigare freneticamente alla ricerca dell’albergo più bello a minor prezzo e del volo più conveniente sembrano essere diventati un dovere. Ma se il viaggio, la vacanza non sono goduti in ogni loro aspetto non sono più un piacere, ma fonte di stress.

Come fare?

Quando programmate una vacanza, la prima domanda dovrebbe essere: “Ho davvero voglia di fare questo viaggio, di visitare questo posto, di stare via per questa durata di tempo?”. Lasciate che queste domande agiscano dentro di voi senza fretta. Se i 10 minuti sono diventati la vostra abitudine quotidiana, sapete già che presto otterrete la risposta giusta PER VOI (questo è un concetto che non mi stancherò mai di ribadire).

La semplice attesa della data di partenza dovrebbe essere emozionante. Preparare i bagagli dovrebbe essere un divertimento. Non vi illudete! Se pensare alla partenza, ai bagagli e tutto ciò che riguarda il viaggio vi crea più ansia (un minimo è comprensibile) che felicità, senso di anticipazione, curiosità imparate la lezione: avete caricato questa vacanza di troppe aspettative. La prossima volta avrete la capacità di scegliere in modo più consapevole.

E se la vacanza è già programmata e sentite dentro di voi quella sensazione di disagio per cui, al diavolo l’anticipo, preferireste stare a casa piuttosto che affrontare il viaggio? Provate a vedere tutti, ma proprio tutti gli aspetti positivi del vostro programma. Visualizzate il luogo, ciò che vedrete, ciò di cui godrete. Sentitevi già là. Se i preparativi per la vacanza verranno fatti in questo stato d’animo, vedrete che l’ansia sparirà e partirete con una migliore predisposizione.

E poi, senza nulla togliere ai meravigliosi viaggi che si possono fare per il mondo, c’è “la goccia di rugiada sulla spiga di grano”. E’ il luogo tranquillo, non lontano da casa, dove magari abbiamo ricordi di “villeggiature” dai nonni. Non richiede un lungo viaggio, non richiede molto bagaglio. Può essere, man mano che scorre il tempo, una meravigliosa occasione di incontro con noi stessi, con tutti i sensi accarezzati da profumi, rumori, voci, aria, ricordi, cibi, incontri già noti eppure nuovi perché anno dopo anno cambiamo noi. Vale la pena di prenderlo in considerazione? Decidete voi.

Se questi suggerimenti vi sembrano la scoperta dell’acqua calda, le possibilità sono due: o siete già delle esperte in tecniche motivazionali/di rilassamento (allora che ci fate qui? :-)) oppure avete già vissuto la vostra fase di ricerca in questo campo senza aver mai provato ad applicarli, pensando “tanto non funzionano”.

Ognuno sa qual è la sua risposta. Credo che chi è davvero interessata ad evolversi nel proprio modo di vivere sia curiosa sempre e comunque di sperimentare, quindi a voi la scelta.

Buon viaggio!